Legge di stabilità: tra detrazioni e deduzioni, stretta meno grave del previsto

Pubblicato il 12 Ottobre 2012 12:16 | Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2012 12:24
legge_di_stabilità_sconti_fiscali

Legge di stabilità: il saldo tra tagli agli sconti fiscali e l’abbassamento dell’aliquota Irpef

ROMA – Legge di stabilità: i tagli agli sconti fiscali, benché spiacevolmente retroattivi, non saranno così onerosi, l’aumento indiretto del prelievo non così pesante come paventato all’inizio. Specie considerando che il tetto di 3000 euro quale soglia limite per le detrazioni non si applica alle spese sanitarie e alle ristrutturazioni edilizie. Il provvedimento riguarda una platea di 15 milioni di contribuenti, tutti coloro con redditi superiori ai 15 mila euro annui, per un valore complessivo di 2 miliardi nel 2013. Ricordiamo che per le spese detraibili dall’Irpef la legge introduce un tetto massimo di 3000 mila euro e una franchigia iniziale di 250 euro, entro la quale non è consentito sconto alcuno.

Uno studio della Cisl fornisce simulazioni e proiezioni attendibili. Si prenda, ad esempio, una famiglia monoreddito con con un figlio a carico e reddito superiore a 28 mila euro. Il taglio delle aliquote Irpef, per la quota di imponibile fino a 27 mila euro consente un risparmio di 280 euro. Considerando minori sconti sulla deducibilità delle tasse scolastiche (la franchigia oltre la quale si paga è 250 euro) si pagano 47,5 euro in più. La minore detraibilità degli interessi del mutuo aggrava il costo fiscale di altri 47,5 euro. Minori detrazioni valgono anche per per le rette scolastiche, altri 23 euro in meno. Alla fine, il saldo è attivo per 162 euro all’anno. Facciamo il caso invece di una famiglia con due redditi da oltre 28 mila euro l’anno, figlio a carico, interessi sul mutuo, tasse scolastiche e spese sanitarie da scaricare: il saldo è comunque attivo con un guadagno di 371 euro l’anno.

Il calcolo, ovviamente, andrà modulato con il conto più salato del carrello della spesa, per effetto dell’aumento a luglio di un punto dell’Iva. Calcolo quantomai difficile che deve tener conto della spesa media mensile e di altri parametri statistici. Le associazioni dei consumatori hanno tentato una stima provvisoria che, a partire dai prezzi del carburante, quantifica la “stangata” in 256 euro annui.