Lino Banfi all’Unesco: “Basta con i laureati”. Salvini: “E Jerry Calà?”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Gennaio 2019 14:27 | Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2019 14:44
Lino Banfi rappresenterà l'Italia all'Unesco: l'annuncio di Di Maio

Lino Banfi rappresenterà l’Italia all’Unesco: l’annuncio di Di Maio

ROMA – Luigi Di Maio prende fiato e poi, durante un evento del Movimento 5 Stelle sul reddito di cittadinanza, annuncia: “Ne approfittiamo per dare una notizia all’Italia che a me riempie di orgoglio: abbiamo individuato Lino Banfi perché rappresenti l’Italia nella commissione italiana per l’Unesco. Abbiamo fatto Lino Banfi patrimonio dell’Unesco”. Esatto. Lino Banfi, “Nonno Libero”, o se preferite “Oronzo Canà”, è stato scelto dal Movimento 5 Stelle come rappresentante per la commissione italiana per l’Unesco.

Dopo qualche ora a Di Maio, via Facebook, risponde… Matteo Salvini: “Lino Banfi va bene. E Jerry Calà? E Renato Pozzetto? E Umberto Smaila?” 

“Apriamo questo dibattito e sorridiamo – dice Salvini – che l’Italia è così bella che chiunque la può valorizzare in giro per il mondo”. La guerra tra gli alleati di governo è davvero intensa: Lino Banfi contro… Jerry Calà.

Lino Banfi: “Basta con questi plurilaureati…”. “Basta con tutti questi plurilaureati nelle commissioni -dice Lino Banfi parlando dal palco dell’evento del Movimento 5 Stelle – – io porterò un sorriso”. Basta con questi plurilaureati. Ora è tempo di cambiamento. Ora è tempo di Lino Banfi.

Oltre all’incarico che “mi è stato conferito – dice Lino Banfi – volevo essere qui perché Conte è corregionale mio, è romanista come me, ed è presidente del Consiglio. Quando mi hanno chiamato ho detto ‘che c’entro io con la Cultura?’. In questi casi rappresentanti all’Unesco si sono fatte con persone che si sono laureate, che conoscevano la geografia, le lingue. Io voglio portare il sorriso ovunque, anche nei posti seri”. 

“Questo “raghezzo” – continua –  è bene che si sappia, mi volle conoscere già prima delle elezioni. Mi si presentò il giorno del mio compleanno a luglio, in una orecchietteria con un mazzetto di fiori. Potrebbe essere mio nipote come età, ma lui quando parla da solo ha 32 anni, quando parla con Conte e Salvini sembra ne abbia 55, e non ho capito perché lo fa”.

E forse alla fine ha davvero ragione Salvini: e Jerry Calà? Perché no?

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev