M5S Sicilia, candidato assessore e hater Angelo Parisi: “Rosato, noi ti bruceremo vivo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 ottobre 2017 11:34 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2017 11:48
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M5S Sicilia, assessore hater Angelo Parisi: “Rosato, noi ti bruceremo vivo”

PALERMO – “Rosato facciamo un patto, se questa legge sarà cassata dalla Consulta, noi ti bruceremo vivo, ok?”. Ettore Rosato è il capogruppo Pd e padre della legge elettorale appena approvata. A scrivere su Twitter però non è il solito hater, ma un hater “speciale”, ovvero Angelo Parisi, grillino nella squadra di governo in Sicilia di Giancarlo Cancelleri.

Il candidato M5s alla presidenza della Regione Sicilia, Giancarlo Cancelleri, l’ha infatti scelto come futuro assessore ai Rifiuti nella sua ipotetica squadra di governo, in vista delle elezioni di domenica 5 novembre. Ma Angelo Parisi, ingegnere ambientale di Leonforte (Enna), è un noto “hater”. Neologismo che sta a indicare gli “odiatori” di professione, ovvero coloro che passano il loro tempo con insulti sui social network.

Parisi quindi si scusa: “Quando sbaglio so riconoscerlo, per questo oggi sento di dover chiedere scusa per il mio tweet dei giorni scorsi rivolto a Ettore Rosato. Quel linguaggio e quei toni non mi appartengono e mi dispiace essere andato oltre i limiti in un momento. Non sono un hater, sono un cittadino che ha a cuore la democrazia e le istituzioni” ma “non permetto a nessuno di strumentalizzare un mio errore per provare ad accostarmi agli impresentabili che affollano le liste di Nello Musumeci”.

“Cancelleri cacci l’assessore hater che vuole bruciare vivo Ettore Rosato. Chi odia è impresentabile tanto quanto chi ruba”, scrive su Twitter il candidato presidente della Regione siciliana del centrosinistra Fabrizio Micari a proposito del tweet del futuro assessore M5S, Angelo Parisi. ”Posso capire che Cancelleri non sapesse di avere a che fare con un odiatore di professione – aggiunge – ma adesso che lo sa lo deve cacciare”.

Dopo le polemiche Parisi ha protetto i suoi tweet, che ora sono visibili soltanto ai suoi “follower confermati”. Ma la Stampa ha fatto in tempo a riportarne alcuni. C’è appunto quello contro il capogruppo alla Camera del Pd Ettore Rosato, “padre” della nuova legge elettorale: “Rosato, facciamo un patto, se questa legge sarà cassata dalla Consulta, noi ti bruceremo vivo, ok?”. Ma tra i suoi bersagli preferiti ci sono anche conduttori televisivi: “Giovanni Floris, hai confermato che sei un idiota che non capisce un cazzo. L’Appendino non è accusata di falso in bilancio”. O giornalisti come Massimo Giannini di Repubblica: “Ecco l’altro cretino di Giannini che dimostra di non saper manco leggere”.