Manovra, lettera alla Ue. Clausole di salvaguardia antideficit e più privatizzazioni

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 Novembre 2018 2:01 | Ultimo aggiornamento: 14 Novembre 2018 6:37
Manovra, lettera alla Ue. Nel Dpb clausole di salvaguardia antideficit e più dismissioni

Manovra, lettera alla Ue. Nel Dpb clausole di salvaguardia antideficit e più dismissioni (Foto Ansa)

ROMA – Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha inviato nella notte alla Commissione europea la versione rivista del Documento programmatico di bilancio (Dpb) 2019 insieme alla lettera che ne illustra strategia e contenuti nonché il Rapporto sui fattori rilevanti dell’andamento del debito pubblico.

“La manovra è stata costruita sulla base del quadro macroeconomico tendenziale, e non tiene conto della crescita programmata, ha spiegato Tria nella lettera all’Unione europea che accompagna la versione rivista del Dpb. Questa impostazione prudenziale introduce nella legge di bilancio un cuscinetto di salvaguardia, che previene un deterioramento dei saldi di bilancio anche nel caso in cui gli obiettivi di crescita non siano pienamente conseguiti”. Il ministro si è detto fiducioso “sulla possibilità di conseguire gli obiettivi di crescita” e ha garantito che il livello del deficit al 2,4% del Pil per il 2019 “sarà considerato un limite invalicabile”. 

Con gli incassi derivanti dalle privatizzazioni il rapporto debito/Pil scenderebbe dal 131,2% del 2017 al 126% nel 2021, ha sottolineato il ministro dell’Economia. “Al fine di accelerare la riduzione del rapporto debito/Pil e preservarlo dal rischio di eventuali shock macroeconomici, il governo ha deciso di innalzare all’1% del Pil, per il 2019, l’obiettivo di privatizzazione del patrimonio pubblico”, ha spiegato Tria nella lettera.

“Gli incassi derivanti dalle privatizzazioni – ha proseguito – costituiscono un margine di sicurezza per garantire che gli obiettivi di riduzione del debito approvati dal parlamento siano raggiunti anche qualora non si realizzi appieno la crescita del Pil ipotizzata. Tenuto conto di tali introiti e del loro impatto anche in termini di minori emissioni di debito sul mercato, e quindi minori interessi, la discesa del rapporto debito/Pil sarebbe ancora più marcata, e pari a 0,3 punti quest’anno, 1,7 punti nel 2019, 1,9 punti nel 2020 e 1,4 nel 2021″.