Massimo D’Alema boccia Renzi: no risultati, ministri invisibili, Pd inesistente

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 settembre 2014 11:24 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2014 11:24
Massimo D'Alema boccia Renzi: no risultati, ministri invisibili, Pd inesistente

Massimo D’Alema boccia Renzi: no risultati, ministri invisibili, Pd inesistente

ROMA – Massimo D’Alema boccia Renzi: no risultati, ministri invisibili, Pd inesistente. L’ex leader maximo, il più autorevole dei “rottamati” rompe la tregua e attacca Matteo Renzi su tutta la linea, dalla gestione del Governo al ruolo del partito. L’occasione è un dibattito alla Festa dell’Unità di Bologna, il palco diviso con Pier Ferdinando Casini. Ne riferisce Michele Smargiassi su Repubblica.

Il governo fa degli sforzi. I risultati per ora non sono soddisfacenti […] Vedremo quando arriveranno i provvedimenti, i cittadini attendono risposte sostanziali per una situazione molto pesante […] Abbiamo un presidente del Consiglio molto attivo, coraggioso, generoso, per il resto penso che i cittadini avrebbero qualche difficoltà a ricordare l’elenco dei nomi del governo.  (Michele Smargiassi, Repubblica)

Se l’azione del governo, nonostante la brillante auto-propaganda è insufficiente, non va meglio il doppio ruolo di premier e segretario, con il partito, secondo D’Alema, ridotto a “movimento fiduciario del premier”. Un autogol per il Pd (“non ha più una classe dirigente”) il cui futuro è minacciato (“avrà una vita molto stentata, i partiti devono durare nel tempo, al di là del consenso fluttuante”) se relegato a mera macchina elettorale.

L’ex premier ha il dente avvelenato perché non è stato preso in considerazione nelle nomine europee? Liquidato con una battuta il de profundis sul quotidiano di partito Europa intonato dal suo ex amico Fabrizio Rondolino (“un giornale clandestino”), D’Alema glissa senza rinunciare alla stilettata. In sostanza Federica Mogherini, che gli è stata preferita, è brava ma non ha potere. Quello che invece deve riconoscere ad Angela Merkel.

Conta ben di più la squadra che la cancelliera tedesca, “vero dominus delle nomine”, ha piazzato nei posti chiave, “tutti i vertici europei sono in mano a personalità vicine alla Merkel, personalità forti, esperte, autorevoli…». “Lo dici con invidia?”, lo interrompe perfido Casini. “… E conservatrici », conclude D’Alema, impassibile. (Michele Smargiassi, Repubblica)