Matteo Renzi si dimette alle 19: “Grazie a tutti. Evviva l’Italia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 dicembre 2016 16:04 | Ultimo aggiornamento: 7 dicembre 2016 16:04
Matteo Renzi si dimette alle 19. Occhi puntati sulla Direzione Pd

Matteo Renzi si dimette alle 19. Occhi puntati sulla Direzione Pd

ROMA – Appuntamento alle ore 19 di mercoledì 7 dicembre: Matteo Renzi si dimette, davvero. Lo fa sapere via Twitter lo stesso premier dimissionario, dopo l’ok del Senato alla manovra. “Alle 19 le dimissioni formali. Un grazie a tutti. Evviva l’Italia”, ha scritto.

Il via libera del Senato era l’ultimo passaggio prima dell’avvio formale della crisi di governo: Renzi può ora formalizzare le sue dimissioni. E lo farà, non lascia spazio a dubbi o retroscena in vista della direzione Pd. Dopo il voto al Senato i riflettori sono infatti puntati sul Nazareno dove, alle 17,30, si riunirà la direzione del partito che dovrà fare il punto dopo la sconfitta del Si al referendum. In quella sede si dovrà decidere con quale soluzione il premier-segretario dovrà salire al Quirinale. Si discuterà se andare a un governo istituzionale o chiedere il voto immediato. Alcuni premono per un Renzi-bis, ma lui continua a professarsi indisponibile.

L’unica ipotesi in campo sembrerebbe dunque quella di un governo di responsabilità nazionale, basato su un largo consenso, che traghetti il Paese alle elezioni, il prima possibile. Compito precipuo del nuovo esecutivo sarà quello di consegnare alle camere una nuova legge elettorale. Al momento, è bene ricordarlo, le leggi in vigore sono due: Italicum per la Camera e il Consultellum per il Senato, un porcellum riveduto e corretto in senso proporzionale dalla Corte Costituzionale. La stessa Corte, finita sotto il fuoco incrociato per i tempi lunghi del suo esame sulla nuova legge elettorale, fa sapere che una data anteriore a quella del 24 gennaio era tecnicamente impossibile: “La scelta di una data anteriore rispetto a quella fissata del 24 gennaio per la trattazione delle questioni relative alla legge elettorale avrebbe privato le parti dei termini dei quali dispongono per legge, allo scopo di costituirsi in giudizio e presentare memorie”.

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