Matteo Renzi, via sottosegretari indagati. Sei rischiano: Barracciu, Bubbico…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 marzo 2015 12:21 | Ultimo aggiornamento: 21 marzo 2015 12:22
Matteo Renzi, via sottosegretari indagati. Sei rischiano: Barracciu, Bubbico...

Matteo Renzi, via sottosegretari indagati. Sei rischiano: Barracciu, Bubbico…

ROMA – Dopo l’addio del ministro Lupi, uscito dal governo anche se non indagato, ora Matteo Renzi pensa ai sottosegretari. Secondo il Corriere della Sera il premier vorrebbe un’uscita dall’esecutivo dei sottosegretari indagati. Sono sei in tutto, anche del Pd. Il Corriere della Sera sintetizza, per ognuno, le pendenze con la giustizia:

Davide Faraone (Pd):  L’inchiesta sulle «spese pazze» all’Assemblea regionale siciliana aveva lambito anche il sottosegretario al Miur Davide Faraone, renziano. A suo tempo disse di essere «indagato per un importo di 3.300 euro e posso dimostrare che si tratta di soldi spesi per attività politica»

Il sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione (Ncd) giura di «non avere ricevuto alcun avviso di garanzia» e di non avere nulla a che vedere «con la gara d’appalto di 98 milioni del Cara di Mineo (Catania), poiché quando fu bandita io non ero più soggetto attuatore da ben 18 mesi». A proposito delle inchieste sugli appalti aperte dalla Procura di Caltagirone e dalla Dda di Catania Castiglione aggiunge: «Fui nominato dall’ex ministro Maroni nel luglio del 2011 in piena emergenza immigrazione che è poi cessata nel dicembre del 2012, l’ultima assemblea dei comuni da me presieduta risale a giugno del 2013, da quel momento non sono stato più soggetto attuatore: la gara d’appalto risale al 2014». «Resto a disposizione dei magistrati per fornire qualunque elemento sulla mia gestione improntata alla linearità e alla trasparenza».

Filippo Bubbico (Pd), vice ministro all’Interno, sostiene che la sua indagine per abuso d’ufficio è «chiusa del tutto, il fatto non sussiste»

Francesca Barracciu (Pd). Sottosegretario ai Beni Culturali, indagata per peculato nell’inchiesta «spese pazze» dei gruppi regionali sardi. Si dice tranquilla, convinta di non dover fare alcun passo indietro «avendolo già fatto da candidata presidente della Sardegna» dopo aver vinto le primarie. «Fatti che risalgono a 8 anni fa».

Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario alle Infrastrutture (Pd) sostiene di «non essere indagato. Continuano ad attaccarmi anche se ho un procedimento di archiviazione».

Uno dei sottosegretari (alla Salute) sotto inchiesta è Vito De Filippo (Pd). Via sms, chiarisce cheil procedimento che lo riguarda è «per una fornitura di francobolli effettuata dalla mia segretaria» quando lui era presidente della Basilicata. Importo da 2.300 euro considerato «non rendicontabile». «Aspetto con fiducia iter giudiziario e se sarò condannato per 1.200 euro di francobolli mi dimetterò».