Mes, via libera alla risoluzione di maggioranza. Ma in Senato M5s si spacca: 4 dissidenti

di Daniela Lauria
Pubblicato il 11 Dicembre 2019 20:35 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2019 20:35
Mes, via libera alla risoluzione di maggioranza. Ma in Senato M5s si spacca: 4 dissidenti

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Senato durante le comunicazioni in vista del Consiglio europeo (Ansa)

ROMA – Approvata anche al Senato, dopo il sì della Camera, la risoluzione di maggioranza sulle modifiche al Mes. A Palazzo Madama i voti favorevoli sono stati 164, 122 i contrari e 2 astenuti. A Montecitorio il testo è stato approvato con 291 voti a favore, e 222 contrari.

Ma il voto a Palazzo Madama ha portato a una spaccatura dei 5 Stelle, con quattro senatori che hanno votato in dissenso. “Si è troppo marginalizzato il tema del Mes – ha detto il 5s Francesco Urraro – Il tema in esame si pone fuori dal programma del M5S” e pertanto “annuncio il mio voto in dissenso dal gruppo”. Prima di lui già il collega Stefano Lucidi aveva annunciato a Un giorno da Pecora il suo voto contrario: “Io ne faccio una questione di metodo, che è dipeso da chi ha scritto questo documento. Farò una dichiarazione in dissenso esponendo le mie ragioni”. Dopo questo no uscirà dal M5S? “E’ una riflessione che faremo nelle prossime ore, vediamo quello che succederà”, ha aggiunto. 

Così anche Gianluigi Paragone, che però nella dichiarazione di voto, ha precisato: “La mia dichiarazione di dissenso non è prodromica all’uscita dal gruppo”. “Questa Europa con le sue politiche ci impedisce di crescere. Come pensiamo di salvare i lavoratori, i posti di lavoro? Con gli spiccioli che ci lascia l’Europa? Io – annuncia – dico No a questa risoluzione”.

“Annuncio il mio voto in dissenso e constato di non riconoscermi più nelle politiche del mio Movimento”, ha detto il senatore del M5s Ugo Grassi. Per Grassi, “si tratta di un testo riformato del quale non abbiamo avuto tempestiva contezza, non in quanto singoli partiti ma non è stato informato per tempo il Parlamento, dandogli modo di intervenire”. E ha concluso: “Questo non significa essere sovranisti ma difendere la democrazia e non di un solo popolo”.

“Noi non abbiamo progetti per far uscire l’Italia dall’euro e dall’Europa ma semplicemente vogliamo difendere il lavoro e il risparmio degli italiani”, ha detto invece il leader della Lega Matteo Salvini. A lui si è rivolto l’ex alleato Luigi Di Maio, rispondendo a una domanda del senatore M5s Stefano Lucidi: “Salvini – ha detto – ha deciso di aprire il mercato delle vacche. Mi auguro che a questo mercato non partecipi nessuno”.

Fonte: Ansa, Adnkronos