Meteo disastri, governo ci mette 53 mln oggi e 200 domani. Una miseria per 3 mld di danni

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 9 novembre 2018 9:08 | Ultimo aggiornamento: 9 novembre 2018 12:36
Meteo disastri, governo ci mette 53 mln oggi e 200 domani. Una miseria per 3 mld di danni (foto Ansa)

Meteo disastri, governo ci mette 53 mln oggi e 200 domani. Una miseria per 3 mld di danni (foto Ansa)

ROMA – Meteo disastri: alluvioni, frane, allagamenti, crolli, foreste abbattute, strade costiere cancellate, dighe portuali abbattute, condutture idriche saltate, strade di montagna interrotte e non più agibili. Una decina di giorni di meteo avverso e feroce hanno pesantemente colpito, come tutti sanno, come tutti hanno visto e vissuto, gran parte d’Italia.

Quanto pesantemente? Ieri il governo ha dato la sua misura. Ad undici Regioni (undici!) che il governo riconosce come colpite al punto da legittimare uno stato di emergenza per danni post maltempo, il governo stesso destina oggi, qui e subito 53 milioni. Sì, 53 milioni. Non manca uno zero, proprio 53. Più o meno cinque milioni di euro a Regione.

Tutto qui, davvero pochi, anzi pochissimi spiccioli trovati caduti per caso nella piega dei pantaloni del governo? No, 53 milioni oggi. Ma domani, tra un po’, pochi giorni o poche settimane, il governo ha garantito che ne trova e arrivano per 11 Regioni colpite dai disastri meteo altri 200 milioni. Duecento più 53 fa 253. Questo è quel che il governo ci mette, 53 oggi, 200 domani.

Il che equivale ad una miseria. Il giudizio è del governatore del Veneto Zaia, di quello della Liguria Toti, di quello della Sicilia pure. Diciamo di questi tre perché tutti e tre non certo facenti parte e riferimento all’opposizione al governo. Una miseria: il Veneto ha stimato un miliardo di danni solo nella Regione. La Liguria stima mezzo miliardo di danni. Le immagini che tutti hanno visto rendono credibili queste stime. Sommando i danni nelle 11 Regioni colpite si arriva ad una fondata ipotesi di danni per tre miliardi.

Tre miliardi di danni e 253 i milioni che il governo ci mette. Perché questa manina rattrappita, questo braccino cortissimo, questa miseria così misera da apparire insensata da parte del governo? Quel governo, quello stesso governo che ad ogni occasione non manca di ripetere sempre e comunque “I soldi ci sono” (copyright assoluto di Luigi Di Maio)?

Difficile rispondere. Per attendere/sollecitare che arrivino soldi europei per le calamità naturali e, se non arrivano, per dire al popolo che la Ue è cattiva? Sarebbe strano e strambo calcolo. Perché la macchina amministrativa finalmente in mano agli avvocati del popolo (premier Conte in testa) non è in grado di trovare e destinare risorse vere in tempi che non siano di anni? Anche fosse così, ammetterlo da parte del governo sarebbe inconsueto, non ammettono infatti mai nulla che vada contro la loro narrazione.

E allora? Insipienza, insensibilità, avarizia? No, non possono essere queste le spiegazioni. Però ce n’è una che forse può essere. In cassa il nuovo governo ha trovato circa sette miliardi che in cassa erano stati messi dal governo di prima. Il governo di prima ce li aveva messi alla voce Casa Italia e alla voce risanamento ambientale. sarebbe congruo e naturale dirottarne robusta parte per mettere riparo ai danni massicci degli ultimi disastri meteo.

Ma c’è difficoltà, reticenza, esitazione a dirottare così quei circa sette miliardi. Perché? Forse perché, insieme a tante altre risorse, sono già stati dirottati più o meno in silenzio a far riserva se i soldi non bastano. Quali soldi? Non bastano a che? Riserva di cosa, per cosa? Dirottati a far da riserva se non bastano i soldi per il reddito di cittadinanza. Quelli stanziati pare proprio non bastino se davvero son cinque milioni di redditi di cittadinanza ogni mese da pagare. Reddito di cittadinanza, massimo sforzo e supremo obiettivo. Ecco, forse è per questo che per il resto, meteo disastri compresi, non c’è, come dire, trippa per gatti.