Milleproroghe, ok al Senato senza voto di fiducia. Segui la diretta

Pubblicato il 26 febbraio 2011 11:16 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2011 15:14

ROMA – Il decreto legge Milleproroghe è stato approvato dal Senato con 159 voti favorevoli, 126 contrari e due astenuti. Era stato approvato ieri alla Camera con la questione di fiducia. Il provvedimento, che scade domani, a Palazzo Madama non è stato blindato con il voto di fiducia: al testo sono stati presentati 25 emendamenti, il cui esame è stato ultimato alle 14, quando la conferenza dei capigruppo ha previsto l’inizio delle dichiarazioni di voto finali sul testo trasmesse in diretta televisiva.

L’Assemblea di palazzo Madama è partita dal voto delle due pregiudiziali di costituzionalita’ presentate al decreto legge da Idv e Pd, votate per alzata di mano. Si è poi passati alla discussione generale del provvedimento ed al voto sugli ordini del giorno ed i 25 emendamenti presentati dall’opposizione. Alle 15, il voto finale

15.02 Sì definitivo al decreto. Favorevoli 159, contrari 126. Due astenuti.

14.49. Baldassarri: “Per Fli il decreto è invotabile”. ”Cosi’ com’è, francamente il decreto Milleproroghe è invotabile”. Lo ha detto il senatore di Fli Mario Baldassarri, nella sua dichiarazione di voto nell’Aula di Palazzo Madama. ”A nome dei sei senatori dell’ex gruppo Fli” Baldassarri ha annunciato il no del suo partito al Milleproroghe e ha aggiunto: ”Quello che abbiamo vissuto stamattina in quest’Aula ci convince ancor di piu’ nella determinazione” di restare dentro Fli nonostante lo sfaldarsi del gruppo. Il senatore finiano ha criticato in particolare la decisione della maggioranza di non approvare un ordine del giorno da essa stessa presentato sull’anatocismo. ”Avevamo con grande pacatezza rinunciato a presentare emendamenti per non intralciare la scadenza del decreto”, ha sottolineato. Ma era necessario approvare un odg per ”sanare il vulnus inaccettabile” provocato dallo stralcio dal Milleproroghe della norma ”per riconoscere ai cittadini il diritto sacrosanto a ottenere il rimborso delle somme pagate” per effetto dell’anatocismo. La maggioranza aveva presentato un odg in tal senso, ma ”oggi e’ stata contraria: ha votato contro se stessa. Siamo al massimo della confusione mentale – ha scandito Baldassarri – o meglio, siamo al massimo della manipolazione della comunicazione: non si puo’ dire di essere contrari al principio dell’anatocismo, quando poi si determina una decisione incomprensibile’.

14.14 In corso le dichiarazioni di voto. Sono in corso nell’Aula del Senato le dichiarazioni di voto finali sul decreto legge Milleproroghe. Il primo ad intervenire e’ Giovanni Pistorio (Mpa; seguiranno Riccardo Milana (Misto-Api), Alfondo Mascitelli (Idv), Claudio Gustavino (Udc), Gianvittore Vaccari (Lega), Anna Finocchiaro (Pd) e Carlo Vizzini (Pdl). Le dichiarazioni di voto sono trasmesse in diretta televisiva.

14.02. Ok odg su anatocismo. Si’ dell’Aula del Senato ad un ordine del giorno di maggioranza sull’anatocismo (ovvero il pagamento degli interessi sugli interessi). Il testo approvato oggi lega il governo ad un impegno piu’ lieve rispetto a quello su cui, ieri alla Camera, l’Esecutivo e’ stato battuto. In base al testo passato a Palazzo Madama il governo dovra’ ”valutare l’opportunita’ di intervenire in tempi rapidi con eventuali interventi normativi a tutela degli interessi legittimi dei cittadini negli eventuali contenziosi con gli istituti bancari”. Un impegno ‘soft’ su cui si sono levati gli strali di Fli, Idv e Pd che avevano presentato un odg di tenore uguale a quello passato ieri alla Camera, che al Senato stamani e’ stato bocciato. Il governo, gia’ in commissione ed ora in Aula come raccomandazione, si e’ poi impegnato ”ad adottare ogni utile provvedimento volto a chiarire che la disposizione secondo cui ‘in ogni caso non si fa luogo alla restituzione di importi gia’ versati alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presentare decreto legge’ va intesa che i correntisti non sono tenuti a restituire alla banca gli importi che le medesime hanno gia’ versato ai correntisti alla data di entrata in vigore del presente dl; e che la banca e’ tenuta a versare al correntista quanto dalla stessa banca dovuto per effetto della sentenza passata in giudicato prima della data di entrata in vigore della legge di conversione della presente legge, sebbene la stessa sentenza non sia stata ancora eseguita dalla banca medesima”. Tra gli ordini del giorno passati, quello che impegna il governo ”ad adottare le opportune iniziative a prorogare per un congruo periodo, non inferiore comunque al 31 dicembre del 2012” il divieto di incrocio di proprieta’ di tv e stampa. Il dl prevede, infatti che il divieto cessi al 31 marzo di quest’anno. Il governo, sulla base dell’impegno assunto oggi, dovra’ quindi correggere eventualmente la norma. Un ordine del giorno del Pd impegna l’esecutivo ”ad adottare le iniziative necessarie al fine di garantire e preservare il pluralismo dell’informazione evitando il rischio sempre piu’ concreto di eccessive concentrazioni dei mezzi di comunicazioni”.

14.00. Belisario: decreto è Milleschifezze. ”Il decreto milleproroghe e’ una schifezza incostituzionale con cui il governo mortifica il Parlamento, offende il Capo dello Stato e insulta la parte onesta del Paese”. Lo afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, che aggiunge: ”Il provvedimento rappresenta l’ennesimo regalo ai soliti furbi, tra cui, in prima fila, c’e’ ovviamente Silvio Berlusconi. Grazie all’anticipo dei termini del divieto di cumulo dei mezzi di comunicazione, il presidente del Consiglio potra’ infatti dal primo aprile unire al suo impero mediatico anche i quotidiani nazionali. Per cui se vorra’ comprare il Corriere della Sera potra’ farlo senza doversi nascondere dietro a fratelli o parenti di vario genere, in piena esaltazione del conflitto d’interessi. Ma le vergogne indegne di un Paese civile sono tante, dall’osceno regalo alle banche sull’anatocismo alla immorale proroga del pagamento delle sanzioni per le quote latte fatta andando a prendere i soldi dal fondo di assistenza ai malati terminali”. ”Insomma – conclude Belisario – questo milleproroghe e’ solo un milleschifezze che bene sintetizza l’incapacita’ e la malafede di un governo impresentabile, che deve solo andare a casa quanto prima”.

13.59. Niente fiducia. L’Aula del Senato ha ultimato l’esame degli emendamenti dell’opposizione al decreto legge Milleproroghe, bocciandoli tutti. A Palazzo Madama il governo non ha fatto ricorso alla questione di fiducia. I lavori del Senato riprenderanno alle 14 con le dichiarazioni di voto, trasmesse in diretta tv.

13.30 L’Aula del Senato ha ultimato l’esame degli ordini del giorno al decreto legge Milleproroghe l’Assemblea ora passa agli emendamenti al testo.

13.02, Bricolo: niente fiducia. ‘Niente fiducia, ci confrontiamo in Parlamento. Abbiamo i numeri e approveremo il provvedimento”. Cosi’ il capogruppo della Lega al Senato Federico Bricolo, interpellato sul voto di oggi a Palazzo Madama sul decreto Milleproroghe. ”Le opposizioni hanno fatto per l’ennesima volta brutta figura, cercando di bloccare in maniera strumentale i nostri provvedimenti. Ma non ce l’hanno fatta – aggiunge Bricolo – Come maggioranza abbiamo dimostrato di essere uniti e solo nell’ultima settimana al Senato abbiamo approvato il federalismo fiscale e oggi vareremo il decreto Milleproroghe”.

12.35. ”Anche in fatto di sistema mass-mediatico Berlusconi non ha freni inibitori e grazie al milleproroghe puo’ puntare al monopolio dell’informazione. Dal 1 aprile, e purtroppo non e’ uno scherzo, non sara’ piu’ in vigore il divieto di concentrare la proprieta’ di giornali e televisioni: sara’ il presidente del Consiglio a decidere se prorogare o no tale divieto, quindi ovviamente il conflitto di interessi aumentera’ ai limiti dell’assolutismo”. Lo afferma il senatore Pancho Pardi, capogruppo dell’Idv in Commissione di Vigilanza. ”L’Italia dei Valori – aggiunge – ha presentato una propria mozione per impegnare il Governo a mantenere questo divieto e adottare intanto ogni iniziativa per varare una legge in grado di garantire il pluralismo. Affidare a Berlusconi la facolta’ di decidere sul divieto di concentrare stampa e televisione e’ la manifestazione della drammatica volonta’ politica di questo Governo che – conclude Pardi – ha come scopo primario la progressiva riduzione delle garanzie democratiche e della liberta’ di informazione”.

12.22. Concusa discussione generale. Con la replica dei relatori e del rappresentante del governo si e’ conclusa nell’Aula del Senato la discussione generale del decreto legge Milleproroghe. Si passa ora all’esame degli ordini del giorno e degli emendamenti al testo.

12.16. Gasparri: giusto prorogare il divieto di incrocio. ‘Riteniamo sia giusto e ragionevole prorogare il termine sul divieto di incrocio tra stampa e televisione. Poi sara’ il governo a valutare in quali forme, con quali strumenti garantirne la protrazione”. Cosi’ il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, risponde a chi gli domanda se la maggioranza sosterra’ in Aula l’ordine del giorno del Pd, che impegna il governo a prorogare il divieto di incrocio al 31 dicembre 2012. La norma, inizialmente presente nel Milleproroghe, e’ stata poi stralciata.

11.45. Calderoli: fiducia al Senato? Non penso. ”Non penso”. Cosi’ risponde il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, a chi gli domanda se il governo oggi al Senato chiedera’ la fiducia sul decreto Milleproroghe, come gia’ ieri alla Camera. ”Il Senato e’ una cosa seria…”, aggiunge scherzando il ministro.

11.44: Senatori Idv con coccarda pro referendum. Come ieri avevano fatto i deputati dipietristi, oggi nell’Aula del Senato tutti i senatori dell’Italia dei Valori indossano sul bavero della giacca una coccarda con su scritto ”Io voto il 29 maggio”, data per un election day con il referendum e il voto amministrativo.

11.29: Aula boccia pregiudiziali dell’opposizione. L’Aula del Senato ha respinto le pregiudiziali di costituzionalita’ al decreto legge Milleproroghe presentate dal Pd e dall’Idv.

11.22 Chiacchiere in Aula, richiamo di Schifani. Sara’ che e’ sabato mattina, ma i senatori sembrano avere difficolta’ a starsene tranquilli ed attenti in Aula a Palazzo Madama dove e’ in corso l’esame del decreto legge Milleproroghe. E il presidente Renato Schifani e’ costretto a richiamare piu’ volte al silenzio e all’attenzione i colleghi nell’emiciclo. ”Se continua cosi’ saro’ costretto a sospendere la seduta. Mi sembra uno stadio…”, sbotta Schifani, e subito arriva un po’ di silenzio.

11.13: ”Le commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio del Senato hanno approvato il nostro ordine del giorno volto a far si’ che il governo prenda le opportune iniziative normative per portare al 31 dicembre 2012 il divieto di incrocio stampa-televisione. Abbiamo accolto al richiesta del governo, che prendeva le mosse da una recente segnalazione dell’Autorita’ Antitrust, di formulare il divieto adeguandolo all’evoluzione tecnologica”. Lo annunciano i senatori del Pd Vincenzo Vita e Giovanni Legnini. ”E’ un successo del Pd – proseguono i due senatori democratici – che ha posto da tempo l’allucinante incongruenza di un presidente del Consiglio che puo’ decidere con semplice atto amministrativo, come recita il milleproroghe dopo il 31 di marzo, se dare l’assalto o meno a Via Solferino. Ora, il pericolo non e’ rientrato ma l’attenzione pubblica sull’argomento e’ piu’ vigile”. (ANSA).