Sconfitta Ferrari, Montezemolo: “La vera anomalia sono i politicanti che tifano contro il Paese”

Pubblicato il 16 Novembre 2010 8:46 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2010 12:08

Luca Cordero di Montezemolo

Luca Montezemolo, sull’onda della figuraccia della Ferrari, scopre a spese sue un principio che di solito i nobili, di cui fa parte, applicano ai plebei, il principio del gladiatore: se ammazzi il leone nell’arena sei un eroe, se il leone ti sbrana sei un… e qui segue una espressione di spregio anche un po’ affettuoso spesso sulle labbra dell’avvocato Agnelli e suoi parenti.

Ora che nell’arena c’è lui, e non solo quella della Ferrari ma anche quella della politica, Montezemolo apprende la dura lezione nel modo più duro, prendendosi critiche ingiuste e insulti gratuiti e probabilmente sa bene che il peggio deve ancora arrivare.

In tutto questo c’è però anche un risvolto di soddisfazione: se ti attaccano Tremonti e la Marcegaglia o la Lega non è certo un onore in sé, ma dimostra che gli fai paura e l’attacco è preventivo sull’unica possibile alternativa credibile a Berlusconi presso i ceti medi che non li terrorizzi come possono fare un Vendola e, fuori dai salotti, un Pisapia.

C’è anche da scommettere che il trattamento sarà sempre più intenso, gli attacchi più duri, la necessità di risposta immediata costante.

Così  a due giorni dalla disfatta di Abu Dhabi, all’indomani delle accuse di Emanuela Audisio su Repubblica, Luca Cordero di Montezemolo si difende e attacca: ”Come italiano, da sempre impegnato nella difesa del made in Italy, trovo inaccettabile e falsa la tesi secondo cui siamo una nazione di perdenti”, mentre ”purtroppo in Italia la vera anomalia è rappresentata da quel desiderio di autoflagellazione, questo sì da veri perdenti, che alligna in particolare in alcuni settori del dibattito pubblico che sembrano provare gusto nella denigrazione costante di ciò che di buono esiste in questo Paese”.

Il presidente della Ferrari risponde così alle critiche mosse dopo la sconfitta della Ferrari al Mondiale, e in particolare all’articolo pubblicato ieri, 15 novembre, da Audisio su Repubblica. Un articolo dal titolo ‘La Nazione dei Perdenti’, in cui la cronista sportiva attaccava la Ferrari, definendo la sconfitta la mondiale di Abu Dhabi come una sconfitta per tutto il Paese.

“Oggi perde un sistema, un modo culturale – scriveva ieri Audisio -: quello di non avere fiducia in se stessi, quello di non fare passi avanti se non lo fa l’altro, quello di marcare stretto il nemico. Convinti che più che avere un respiro occorra incollarsi all’ avversario, pure se si potrebbe dare gas e fregarsene dell’ altro e degli altri”.

E oggi, in una lettera alla stessa Repubblica, intitolata ‘La vera faccia degli anti-italiani’, Montezemolo ribatte sul piano sportivo ma non solo: amplia l’orizzonte del suo ragionamento al mondo politico. ”Ci sono piccole persone – spiega – che fanno sistematicamente il tifo contro il Paese e i suoi simboli. Per fortuna – osserva -, questi sono una minoranza perché, nonostante gli sforzi di qualche politicante in cerca di spazio mediatico, la nostra rimane una grande nazione”.

Come presidente di Ferrari, Montezemolo fa un mea culpa: “La Ferrari ha commesso un grave errore e perso il mondiale all’ultima gara ma non abbiamo mai “abbassato la testa” – scrive con riferimento esplicito all’accusa di Audisio secondo cui la sconfitta della Ferrari dimostra che “Questo non è un Paese per chi vince. Ma per chi abbassa la testa”. – Al contrario- sostiene Montezemolo – questa stagione, forse una delle più tormentate e difficili della mia gestione, porta il segno di una rimonta cercata, e in gran parte raggiunta, con straordinaria determinazione e sacrificio da tutta la squadra fino all’ultimo gran premio”.

Allo stesso tempo, l’ex presidente Fiat sottolinea i meriti del metodo Ferrari: “Quando facciamo degli errori, come in questo caso, li riconosciamo, li analizziamo e poi torniamo a guardare subito avanti in attesa della prossima sfida. Questo è da sempre il nostro Dna sia che si tratti delle competizioni sia che si tratti di costruire e vendere in 57 mercati le più belle macchine del mondo, tenendo alta l’immagine dell’Italia”.

Montezemolo in politica. Per quanto riguarda la discesa in politica del numero uno di Ferrari, Roberto Mania su Repubblica sottolinea come la sola chiamata in causa da parte di Roberto Calderoli “dimostra che Montezemolo è già un competitor”.

Eppure dall’entourage Ferrari buttano acqua sul fuoco. Lo stesso presidente della Fondazione Italia Futura (il think tank che ha messo in piedi per occuparsi di politica) immaginava uno scenario più lungo, con una legislatura che potesse durare a ridosso della scadenza naturale. Lui stesso, prima lasciare la presidenza Fiat, ha blindato il suo rapporto con Maranello al 2012, cioè fino allo scioglimento naturale delle Camere.

Ma la crisi costringe anche Montezemolo ad una cambiamento di strategia, e ad un acceleramento dei tempi che probablimente lo costringerà a rinunciare al progetto delle uiste civiche con le quali voleva rinnovare la classe dirigente.

Una data possibile per l’annuncio potrebbe essere, secondo Mania, mercoledì 24 novembre, quando Montezemolo sarà a Roma per il convengo della Fondazione Italia Futura  sull’occupazione giovanile, un tema che di per sé è già una delle sfide attuali della politica.