Olimpiadi 2026 a Torino, M5s spaccato: salta il consiglio comunale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 marzo 2018 17:19 | Ultimo aggiornamento: 12 marzo 2018 19:12
Olimpiadi 2026 a Torino, M5s spaccato: salta il consiglio comunale

Olimpiadi 2026 a Torino, M5s spaccato: salta il consiglio comunale

TORINO – Olimpiadi invernali 2026 a Torino. La proposta di Beppe Grillo, che aveva bocciato le Olimpiadi 2024 a Roma, spacca il Movimento 5 stelle. I consiglieri comunali M5s non si sono presentati al consiglio comunale del 12 marzo, che è così saltato, mentre il sindaco Chiara Appendino dichiara: “Non è una candidatura, ma una manifestazione di interesse”.

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Il consiglio si sarebbe dovuto riunire nel pomeriggio di lunedì per discutere una mozione del Pd sulla candidatura di Torino alle prossime olimpiadi invernali. Per la prima volta da inizio amministrazione, in Sala Rossa è mancato il numero legale. Assenti, tra i banchi della maggioranza, i consiglieri Damiano Carretto, Daniela Albano, Marina Pollicino e Viviana Ferrero. Assenze che le minoranze hanno rimarcato non rispondendo all’appello e mandando ‘sotto’ la maggioranza.

La Appendino ha poi ribadito che non si tratta di una candidatura, ma di una “manifestazione di interesse”:

“Mercoledì, in seguito al consiglio metropolitano, manifesteremo con una lettera al Coni l’interesse della città. Successivamente, entro luglio, spiega la sindaca il Cio renderà pubbliche le sue condizioni e a quel punto si deciderà il da farsi”.

L’ipotesi della candidatura olimpica di Torino, su cui Beppe Grillo ha espresso parere positivo, non sembra avere superato le perplessità dei consiglieri grillini che hanno deciso di non presentarsi in Consiglio comunale. Il Consiglio è stato dunque aggiornato, ma non è ancora noto se riprenderà in serata o in un altro giorno.

Giovanni Malagò, presidente del Coni, si dice pronto a rimetterci la faccia e a presentare la candidatura per Torino 2026, dopo la magra figura di Roma 2024:

“Il Coni non deve fare polemica, ho solo il diritto e il dovere di difendere il lavoro fatto dal Coni e dal Comitato promotore di Roma 2024 perché non è vero che il dossier non era modificabile. In tutti i modi abbiamo cercato di spiegarlo, c’era la totale disponibilità a farlo. Poi, se e dove candidare l’Italia per il 2026, andrà deciso doverosamente con il nuovo Esecutivo.

Se sono pronto a rimetterci la faccia dopo Roma 2024? Per lo sport nel mio paese faccio volentieri queste prese di posizione non vedo perché per fatti personali, tecnici o politici, la deve pagare l’Italia. Sarebbe squallido che uno ragionasse in questo modo. Non sarebbe corretto”.