Pd verso il Congresso: ipotesi di intesa entro l’8 dicembre

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 settembre 2013 6:15 | Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2013 0:16
Pd verso il Congresso, ipotesi 8 dicembre

Pd verso il Congresso, ipotesi 8 dicembre

ROMA – La tregua armata tra Pd e Pdl e il rinvio della crisi di governo, che mercoledì sembrava imminente, hanno riacceso i motori per la preparazione del congresso e delle primarie Pd. All’indomani del voto scampato in Giunta sulla decadenza di Silvio Berlusconi, già fioccano le iniziative sia da parte dei candidati, con Gianni Cuperlo che ha incontrato i bersaniani, sia da parte degli sherpa impegnati nella definizione delle regole. E si cominciano ad abbozzare ipotesi di intesa che potrebbero portare al Congresso entro l’8 dicembre.

Ma restano ancora dei nodi importanti da sciogliere che potrebbero far saltare il numero legale all’Assemblea nazionale del 20 settembre. Intanto i tre bersaniani Alfredo D’Attorre, Stefano Fassina e Maurizio Martina hanno incontrato Cuperlo manifestandogli la condivisione del suo progetto, ma anche la richiesta di allargare il fronte di quanti appoggiano la sua candidatura ad esponenti cattolici.

”Bisogna evitare – ha detto D’Attorre – di apparire come una minoranza di sinistra”. Dopo l’Assemblea nazionale del 20 settembre ci sarà una iniziativa pubblica nella quale verrebbe suggellato l’appoggio anche di alcune personalità di area ex popolare. Tra i nomi possibili si fa quello di Franco Marini, mentre un pressing c’e’ anche su Sergio D’Antoni.

Quanto a Renzi, dopo aver incassato l’appoggio di Franceschini, il 17 presenterà assieme a Veltroni a Roma un libro di due esponenti ‘veltroniani’, Enrico Morando e Giorgio Tonini.

Movimenti si registrano anche dietro le quinte, tra i tecnici incaricati di definire le regole del congresso. Di fondo non sono state ancore decise le modalità di voto alle primarie (si vota recandosi direttamente ai gazebo oppure occorre iscriversi prima) e se gli organi del partito (Assemblea nazionale, Segretari Regionali e Direzione) verranno eletti con le primarie, e quindi da una platea assai ampia, oppure dai soli iscritti. L’attuale Statuto prevede la prima ipotesi mentre bersaniani e dalemiani vorrebbero che i Segretari Regionali fossero eletti dai soli iscritti e che almeno la metà dei due organismi fosse riservata a esponenti eletti dai soli iscritti, tra i quali hanno maggior appoggio.

Ovviamente Renzi non ha intenzione di essere eletto senza avere la maggioranza di Assemblea e Direzione. Se non si troverà un accordo, alla prossima Assemblea nazionale del 20 settembre sarà concreto il rischio di non avere il numero legale per deliberare. L’area che sostiene Renzi non farebbe partecipare i propri esponenti, le cui assenze andrebbero ad aggiungersi a quelle fisiologiche.