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Caos Pdl, voto anticipato? Berlusconi si sente forte e dice no. Illusione?

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Silvio Berlusconi

Se come dice Silvio Berlusconi “il governo è forte” non cade. E se i finiani facessero “l’incidente” che succede? Si va al voto anticipato? Per il presidente del Consiglio “è un assurdo pensare che si possa dare il via libera ad un governo di transizione. Sarebbe una manovra di palazzo, un insulto soltanto ipotizzarlo. I nostri elettori non capirebbero, scenderebbero in piazza per gridare allo scandalo, sarebbe il ribaltamento della democrazia. A vincere le elezioni siamo stati noi…”. Quindi niente voto prima del tempo né governi tecnici.

Insomma Berlusconi è certo di potere andare avanti, anzi si è lamentato: “C’è sempre chi vuole far cadere il governo e bloccare il Paese”. Eppure alla cena con le deputate del Pdl ha avvertito di prepararsi all’evenienza delle urne ribadendo di essere in questo momento insostituibile: “Non sono fungibile. Io ho il 63% di gradimento, Sarkozy il 19%… Ho vinto tutte le sfide e se si dovesse tornare alle elezioni venderemo – questo il ragionamento – cara la pelle. I voti e il consenso ce li ho io…”.

Il premier poi ha un’alleato di ferro, Umberto Bossi che ha già lanciato l’allarme ai suoi padani: “Tenteranno il sabotaggio a settembre, ma in 20 milioni li fermeremo con la battaglia”.

La convinzione quindi è che i numeri siano tutti dalla parte della maggioranza. Nel Pdl si vocifera, scrive l’Agi,  che otto deputati stiano pensando di passare con il gruppo di ‘Futuro e liberta’ (tra questi ci sarebbe la Moroni) mentre Fini avrebbe alzato l’asticella: arrivare a cinquanta adesioni entro l’estate.

”Oggi – prosegue il premier – non c’è nessuno nel centrodestra che pensa che la cosa migliore sia buttare tutto e cancellare la legisltura”. Per il Premier, insomma, in Parlamento il governo continua a contare su ”una maggioranza che non ha problemi al Senato dove è solida e non corre rischi” ma anche ”alla Camera dove puo’ godere del sostegno leale del nuovo gruppo” finiano, impegnato a ”sostenere il Governo, garantire la fiducia e a votare tutti quei provvedimenti che fanno parte del programma concordato prima di presentarci alle elezioni”. Sul resto ”si discuterà per trovare punti d’intesa”. Per l’estate comunque, il Cavaliere non si concederà vacanze: ”In primo luogo ora c’è da dare attuazione al federalismo fiscale. Poi metterò mano a misure contro l’evasione che siano in grado di ridurre la pressione fiscale di 2 o 3 punti”.

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