Pensioni, mancia elettorale di Renzi: € 500 invece di 2000, ma sotto 3000 lordi

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Maggio 2015 16:02 | Ultimo aggiornamento: 17 Maggio 2015 17:43
Pensioni, Renzi: "Da 1 agosto restituiremo 500 euro a 4mln pensionati"

Matteo Renzi

ROMA – “Nessun pensionato perderà un centesimo. Noi scriveremo una nuova norma rispetto al blocco dell’indicizzazione che restituirà in tasca a 4 milioni di italiani il 1 agosto 500 euro a testa“. Matteo Renzi, ospite di Massimo Giletti all’Arena su Rai Uno, infilando una serie di bugie e un rosario di demagogia, anticipa la decisione del governo sulle pensioni per l’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato fuori legge il blocco della perequazione stabilito dal governo Monti.

Nessuno ha mai detto quanto lo Stato ha rubato ai pensionati per mano di Mario Monti e Enrico Letta. Hanno favoleggiato che restituire il maltolto sarebbe costato all’Erario 10 miliardi di euro, se ne spendono 2 di miliardi di euro, tolto il milione di ricchi, uno su 5 pensionati, se 2 è un quinto di 10 e se lo dividono sono 4 quinti della platea, mal contati ai pensionati fra i 1350 e i 3000 euro Renzi vuole rendere un quarto dei 2 mila euro che spetterebbero loro.

A chi lo accusa di voler temporeggiare per poter vincere in modo trionfale le elezioni regionali del 31 maggio, Renzi risponde:

“Hanno detto che non intervenivo sulle pensioni per paura delle regionali. Ma uno che guida un paese non può avere paura delle elezioni”.

Ma da dove arriveranno i soldi? “Ovviamente non sarà un rimborso totale – spiega –  Ma ci sono 2 miliardi che mi ero tenuto per le misure contro la povertà”.

Ma a chi la vuole raccontare?

Renzi ha spiegato che avrebbe preferito usare i 2 miliardi per chi ha la pensione minima, cioè a quelli che hanno versato meno di tutti, ma il governo ha deciso di intervenire così. L’1 agosto 4 milioni di pensionati si troveranno in tasca 500 euro che sono un’una tantum, una misura dalla quale “saranno tagliate fuori le pensioni oltre 3mila euro“.

Insomma, una scelta da vero comunista, degna di Fassina e Civati.

Quanto alla sentenza della Corte Costituzionale, Renzi aggiunge che la rispetterà, cosa non vera, ma non gli è piaciuta: “Io non credo che sia una sentenza contro di me e rispetto le sentenze, la Corte Costituzionale va difesa sempre, è l’ultima istanza, quindi, quando si va in Corte quel che decide la Corte si accetta, punto. E’ chiaro che si accetta la sentenza, ma non mi metto a fare polemica con la Corte o con i governi e i parlamenti precedenti”.

Ma quello che fa lo rende peggio degli altri, che rende Matteo Renzi degno della tessera numero 1 del partito dell’odio e dell’invidia.

Il premier poi parla anche di grandi opere e arriva a promettere che: “La Salerno-Reggio Calabria la finiamo. Da domani ci sarà un nuovo cda all’Anas, entro il 2015 tutti i cantieri avranno un’accelerazione definitiva e al massimo il prossimo anno concludiamo i lavori”.

Poi è tornato sulla questione delle liste di impresentabili che sostengono i candidati Pd in Campania, Vincenzo De Luca, e in Puglia, Michele Emiliano. A Roberto Saviano che aveva sollevato la questione, Renzi risponde:

“Io non mi preoccupo di Matteo Salvini mi preoccupo di Matteo Messina Denaro. Saviano mi ha colpito, ha fatto polemica su alcune liste collegate in Campania e Puglia. Rispondo che molte delle cose che aveva detto su autoriciclaggio, falso in bilancio, corruzione le abbiamo fatte. Poi ha ragione che non si parla abbastanza di criminalità ma per sconfiggerla bisogna anche creare occasioni di benessere e sviluppo”.

Capitolo a parte merita la scuola: è finita la stagione del 6 politico, ora è l’era del merito. ha detto il premier. E ai Cobas che minacciano il blocco degli scrutini, nonostante l’avvertimento del Garante, manda a dire:

“Non si gioca sulla pelle dei ragazzi. Noi siamo disponibili al confronto, deciderà il Parlamento, ma chi boicotta i test Invalsi o chi “blocca gli scrutini non fa un bell’esempio di educazione civica”.