Poliziotti da 156 giorni senza contratto: un contatore ricorda a Salvini le promesse mancate

di Daniela Lauria
Pubblicato il 6 giugno 2019 11:27 | Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2019 11:27
Poliziotti da 156 giorni senza contratto: un contatore ricorda a Salvini le promesse mancate

Poliziotti da 156 giorni senza contratto: un contatore ricorda a Salvini le promesse mancate

ROMA – Un contatore dei giorni che passano “senza contratto per le donne e gli uomini in divisa”. E’ quello che campeggia sul sito della Silp-Cgil con la scritta: “Grazie governo”. Così il sindacato di polizia lancia una mobilitazione contro l’inerzia del governo per il mancato rinnovo del contratto del comparto sicurezza. “Poliziotti, penitenziari, carabinieri, finanzieri e militari sono da 155 giorni senza contratto di lavoro: una situazione inaccettabile”, dice il segretario generale Daniele Tissone. Di giorni ne erano passati 155 ieri, quando il contatore ha iniziato a girare. Oggi, venerdì 6 giugno, sono 156. 

“Chi oggi ha la responsabilità politica di governare questo Paese – aggiunge Tissone – promette, a parole, maggiore dignità e tutele per i poliziotti dimenticandosi di convocare i tavoli per il rinnovo del contratto scaduto a dicembre e, soprattutto, di stanziare adeguate risorse nella legge di stabilita”.

Chiaro è quindi il riferimento al ministro dell’Interno Matteo Salvini, la cui passione per le divise è tristemente nota. Col suo inseparabile giubbotto blu della polizia si era presentato anche alla Camera dei Deputati, rischiando un serio incidente istituzionale. Ma interventi concreti per le forze dell’ordine, per ora, non ne ha fatti granché.

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“Noi guardiamo i fatti e i fatti dicono che il contratto di lavoro, per quel che attiene la parte economica, è scaduto da oltre 5 mesi- insiste Tissone – Un’inerzia del governo al quale non sembrano interessare neppure la coda contrattuale e la parte normativa relative al vecchio accordo di lavoro, risalenti a più di un anno fa e mai chiuse”. Ma soprattutto, conclude Tissone, “un’inerzia che diventa un paradosso inaccettabile per un esecutivo che dice di stare dalla parte dei poliziotti e poi mortifica ogni giorno le lavoratrici e i lavoratori del comparto sicurezza i quali svolgono un’opera preziosa a tutela della comunità e delle istituzioni”. (fonte: Ansa, Silp-Cgil)