Primarie Pd: è il “ritorno al bipolarismo classico”, sostiene Gasparri

di Marilena D'Elia
Pubblicato il 4 marzo 2019 20:54 | Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2019 20:54
Primarie Pd: è il "ritorno al bipolarismo classico", sostiene Gasparri  (nella foto)

Primarie Pd: è il “ritorno al bipolarismo classico”, sostiene Gasparri (nella foto)

Dalle Primarie Pd emerge una nuova tendenza della politica italiana. Il sen. Maurizio Gasparri vi vede un “ritorno al bipolarismo classico”.

Spiega Gasparri:  “Notizie interessanti da sinistra per il centrodestra. Nei giorni scorsi a Milano un classico corteo con slogan incredibili pro immigrazione ha visto la sinistra scendere in piazza.

“Poi le primarie del PD, al di là delle cifre chiaramente gonfiate, come si fa in queste occasioni, hanno registrato comunque un certo livello di mobilitazione che ha portato all’elezione di Zingaretti che inchioda il Pd a una classica tradizione di sinistra, difficilmente compatibile con le esigenze della modernità.

“Ma queste iniziative possono determinare un riequilibrio di consensi, arginando la fuoriuscita di voti dalla sinistra verso la palude grillina che ci porta alla recessione e al disastro dell’Italia.

“Se la sinistra riprende tono si torna al bipolarismo classico con il centrodestra. Come del resto è avvenuto negli ultimi dodici mesi nelle elezioni della Sicilia, del Molise, del Friuli Venezia-Giulia, dell’Abruzzo, della Sardegna e di molte città.

“E in questo confronto il centrodestra ha largamente ed agevolmente vinto. Se si ridimensiona la nefasta presenza grillina, l’Italia ritorna ad un confronto normale. Il Pd è stato, è e sarà per sempre un nostro avversario ed un antagonista, con il quale non ci può essere nessun tratto di strada da compiere insieme.

“Ma la sinistra aveva perso milioni e milioni di voti verso l’area grillina mentre nel centrodestra si è registrata semmai una redistribuzione dei voti all’interno della classica alleanza formata da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e altre aree cattoliche.

“Questo fine settimana, insomma, potrebbe determinare un ritorno ad un antagonismo classico della politica italiana che il centrodestra unito potrà affrontare vincendo tutte le battaglie nazionali e locali.

“Si archivierebbe la fase di un governo ibrido e dannoso per l’Italia e si ridimensionerebbe la momentanea affermazione degli incapaci di ogni genere e colore che hanno trovato, dietro un comico oramai agli sgoccioli, il loro momento di gloria. Lo diciamo da un punto di vista di centrodestra ritenendo che tutto il sistema politico debba ritrovare un suo equilibrio, che noi possiamo affrontare con proposte e  presenze vincenti”.