Primarie Pd in Campania al via dopo 4 rinvii, tra polemiche e osservatori

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Marzo 2015 10:27 | Ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2015 10:27
Primarie Pd in Campania al via dopo 4 rinvii, tra polemiche e osservatori

(Foto Ansa)

NAPOLI – Primarie Pd in Campania al via, dopo quattro rinvii. Si vota oggi, domenica primo marzo, dalle 8 alle 21 per scegliere chi dal centrodestra sfiderà il governatore uscente Stefano Caldoro. A gareggiare sono l’europarlamentare Andrea Cozzolino (Pd), il sindaco decaduto di Salerno Vincenzo De Luca (Pd) e il socialista Marco Di Lello. Si sono infatti ritirati, a poche ore dalle consultazioni, Gennaro Migliore (Pd, ex Sel) e il candidato dell’Idv Nello Di Nardo. 

Seicentosei i seggi aperti, di cui 200 solo tra Napoli e provincia. Hanno diritto a votare tutti i maggiorenni e i giovani tra i 16 e i 18 anni che si sono prenotati. I non iscritti al partito dovranno versare 2 euro. Le previsioni parlano di centomila elettori. Tremilaseicento sono invece i volontari messi in campo dall’organizzazione.

Sulle primarie campane pesano le polemiche e i sospetti di irregolarità che ci furono già nel 2011. A rendere vischioso anche questo voto ci sono le denunce su presunte ‘alleanze pericolose’ con esponenti della destra ed ex ‘Cosentiniani’ cui avrebbero fatto ricorso De Luca e Cozzolino, i due grandi favoriti della competizione.

Anomalie favorite da una consultazione senza regole dove, in assenza di un’anagrafe degli elettori, chiunque può votare e “drogare” il responso delle urne. Motivo per cui il vicesegretario nazionale del Pd, Debora Serracchiani, ha invocato la necessità di aumentare i controlli ”come stiamo cercando di fare in Campania”.

Da venerdì sera si sprecano gli appelli dei vertici del partito, da Lorenzo Guerini al segretario regionale Assunta Tartaglione, perché tutto si svolga nel modo più trasparente possibile dopo che nel 2011 destò scalpore la presenza di cittadini cinesi e cingalesi in fila a Napoli per scegliere il candidato sindaco.

E da Roma è giunto in veste di osservatore Riccardo Tramontano, cui toccherà vigilare sulla regolarità del voto ai seggi. Uno solo e non i caschi blu dell’Onu – ironizzano al partito campano – perché la situazione è meno grave di come la dipingono alcuni nostri autorevoli esponenti che alimentano la strategia della tensione per beghe interne.

Sarà, ma il clima che si respira è quello del tutti contro tutti, non proprio il massimo per un voto che deve incoronare quello che poi sarà il candidato dell’intero centrosinistra. ‘‘Uno scontro anomalo’‘ lo ha definito Gianni Cuperlo.