Processo Mills, Berlusconi scrive ai giudici: cari pm oggi non vengo, ma il processo si celebri

Pubblicato il 21 Marzo 2011 10:08 | Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2011 10:08

MILANO – Con una lettera ai giudici della decima sezione del Tribunale di Milano in cui il premier attesta l’impegno di questa mattina ma nello stesso tempo comunica di consentire la celebrazione del procedimento, è ripreso a Milano il processo Mills in cui il primo ministro è imputato di corruzione in atti giudiziari. All’inizio dell’udienza, uno dei suoi legali, l’avvocato Niccolò Ghedini, ha consegnato la missiva al tribunale dicendo che ”si attesta l’impedimento di stamani”, cioè il Consiglio dei ministri sulla Libia, e si dà ”il consenso che si proceda”.

Nei giorni scorsi il premier Berlusconi aveva fatto sapere, attraverso i suoi legali, di volere essere presente all’udienza di lunedì mattina del processo Mills. Poi però proprio per lunedì è stata programmata una riunione del Consiglio dei ministri, a cui dovrà partecipare il presidente del Consiglio, con al centro il tema della crisi libica.

Dunque, l’avvocato Ghedini ha consegnato al presidente del collegio una missiva del premier in cui Berlusconi dichiara di essere impedito a partecipare per la riunione del Cdm, ma dà il consenso a che si proceda all’udienza, manifestando inoltre la sua volontà a partecipare alle prossime udienze.

L’udienza è iniziata dunque e verrà chiamata a testimoniare una consulente del pm Fabio De Pasquale, Gabriella Chersicla, che dovrà ricostruire il passaggio di quei 600 mila dollari che, secondo l’accusa, il premier avrebbe fatto avere all’avvocato inglese David Mills per testimonianze reticenti in due processi che lo riguardavano, All Iberian e quello sulle tangenti alla Gdf.

L’avvocato Ghedini ha chiesto ai giudici se non si dovessero prima risolvere ”i problemi” riguardo ai testimoni da citare per rogatoria all’estero, ma il Tribunale ha deciso prima di affrontare la testimonianza della consulente del pm e poi l’aspetto che riguarda le rogatorie.