Renzellum archivia Italicum: premio maggioranza alla lista, non alla coalizione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2014 10:30 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2014 10:30
Renzellum archivia Italicum: premio maggioranza alla lista, non alla coalizione

Renzellum archivia Italicum: premio maggioranza alla lista, non alla coalizione

ROMA – Renzellum archivia Italicum: premio maggioranza alla lista, non alla coalizione. Ne aveva accennato fugacemente Berlusconi, lo ha però confermato Matteo Renzi alla Direzione Pd: l’accordo sulla legge elettorale uscito dal Patto del Nazareno, quello che chiamiamo Italicum, verrà modificato. Quello prevedeva che al primo turno si confrontassero le coalizioni, questo impone che si presentino i partiti. Al ballottaggio il premio di maggioranza (il 55% dei seggi) è concesso al partito che vince. Addio coalizioni dunque: gli esperti parlano di archiviazione del bipolarismo in vista di un modello bipartitico.

Un sistema semplificato all’osso. Il partito che vince piglia tutto e governa. Che fine faranno i piccoli? L’impianto ormai vecchio dell’Italicum era studiato per favorire le coalizioni. Il sistema era lo sconto per la soglia minima di ingresso per le liste: disincentivo con soglia alta (minimo 8% dei voti per entrare in Parlamento) per i partiti che corrono soli, incentivo con soglia bassa (minimo 4,5% dei voti per ottenere seggi).

Con il renzellum verrebbe archiviato tutto il sistema delle soglie: ne rimarrebbe una, bassa,  diciamo intorno al 3% per evitare l’eccessiva frammentazione. La modifica dell’Italicum suggerisce delle valutazioni politiche che uno degli esperti di sistemi elettorali chiamato alla sua realizzazione, Roberto D’Alimonte, declina in questo modo:

La vera ragione potrebbe essere la Lega. Il partito di Salvini non è più quello di Bossi, con cui il Cavaliere andava d’amore e d’accordo. La Lega non è più il partito della padania ma sta diventando il partito della destra nazionale. Una destra dura che assomiglia sempre di più al Fronte nazionale di Marine Le Pen. Con una destra del genere anche Berlusconi non può fare accordi. E allora forse meglio puntare a fare il partito unico dei moderati invece della coalizione dei moderati.

Resta da capire perché i partiti minori dovrebbero appoggiare un disegno del genere. Soprattutto quelli del centrodestra. Certo, se il premio va solo al partito e quindi sparisce lo sconto, il buon senso dice che la soglia dell’8% sarà abbassata. Immaginiamo che venga portata al 4%. A quel punto Ncd e Fdi, ma anche Sel, avrebbero in teoria una scelta: entrare nel partito unico (di centrodestra e di centrosinistra) o presentarsi da soli. La seconda opzione presenta il vantaggio che se nessuno dei maggiori partiti vince il premio al primo turno e si va al ballottaggio i loro voti possono diventare determinanti. (Roberto D’Alimonte, Il Sole 24 Ore)