Rifiuti Roma, 5 giorni al collasso. Regione Abruzzo in soccorso ma solo se Raggi si dà una mossa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 gennaio 2018 9:55 | Ultimo aggiornamento: 9 gennaio 2018 9:55
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Rifiuti Roma, 5 giorni al collasso. Regione Abruzzo in soccorso ma solo se Raggi si dà una mossa

ROMA – Rifiuti Roma, 5 giorni al collasso. Regione Abruzzo in soccorso ma solo se Raggi si dà una mossa. Roma ha solo altri 5 giorni per non arrivare al collasso nella gestione del ciclo dei rifiuti, una situazione di crisi conclamata che ha spinto il Governo a intervenire per bocca del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che chiede all’amministrazione capitolina di agire e, in parole povere, di non buttare tutto in politica e perdersi in sterili polemiche ideologiche quando non meramente elettorali.

Sul piano operativo, dopo la retromarcia sul conferimento di una parte dei rifiuti in eccesso all’Emilia Romagna, anche la soluzione Abruzzo deve scontare la netta presa di posizione del governatore D’Alfonso che è disposto a dire sì solo a determinate condizioni, a patto cioè che l’amministrazione Raggi si dia una mossa, riconosca l’emergenza, illustri un piano se ce l’ha, si dia una scadenza per risolvere il problema.

“Roma ha solo 5 giorni per evitare il collasso”. E’ il titolo di apertura de Il Messaggero, l’emergenza è già nelle cose, gli impianti romani hanno raggiunto la capienza massima.

Entro cinque giorni, senza valvole di sfogo, il fragile sistema degli impianti cittadini rischia di collassare definitivamente. Ne sono convinti gli esperti della Regione Lazio e fonti qualificate dell’Ama. In una delle poche strutture comunali, il Tmb del Salario, già ieri giacevano montagne di rifiuti fermi nelle vasche. E lo stesso accadeva nell’altro Tmb pubblico, quello di Rocca Cencia. Senza alternative in campo, la situazione nel week-end potrebbe precipitare, perché ogni domenica si ferma lo smaltimento. Il rischio è che lunedì i netturbini non sappiano più dove portare i sacchetti di pattume che già straripano da giorni dai cassonetti. (Lorenzo De Cicco, Fabio Rossi, Il Messaggero)

Il ministro Galletti, “Rischiamo intervento Europa”. “Serve subito un piano per lo smaltimento integrale dei rifiuti romani nella stessa Capitale. Altrimenti il problema diventerà davvero grave, e rischieremmo anche l’ intervento dell’ Unione europea”. E’ l’avvertimento lanciato, in una intervista al Messaggero, dal ministro dell’ Ambiente, Gian Luca Galletti, che si dice preoccupato per la vicenda dei rifiuti di Roma. “Ciò che mi preoccupa di più in questo momento – spiega – è la mancanza di un piano strutturale per lo smaltimento dei rifiuti della città di Roma. Un dato che ha come conseguenza immediata il trasporto fuori regione, sul quale ho forti perplessità”. Il trasporto dei rifiuti per Galletti non rappresenta una soluzione valida.

“La comprenderei solo come intervento emergenziale – dice -, perché crea ulteriore inquinamento, con il trasporto stesso dei rifiuti per tutto il territorio nazionale, e maggiori costi per la città che li produce. Ho apprezzato la correttezza istituzionale del governatore Bonaccini, che ha dovuto fronteggiare anche le resistenze dei suoi cittadini, i quali temono comprensibilmente di diventare la pattumiera della Capitale”. Con la campagna elettorale già iniziata “mi preoccupa – aggiunge Galletti – anche la strumentalizzazione politica. I rifiuti non hanno colore politico e non si possono trattare con l’ ideologia, ma con la buona amministrazione. Ma questi due aspetti, nel Comune di Roma, finiscono spesso per accavallarsi e creare confusione, senza trovare risposte adeguate”.

Le condizioni del presidente dell’Abruzzo D’Alfonso. “Noi vogliamo conoscere le quantità, i tempi e quello che si sta facendo per riorganizzare il ciclo dei rifiuti Roma. Cioè quanto deve durare questa solidarietà che noi vogliamo mettere in campo e soprattutto qual è lo sforzo straordinario che sta facendo Roma per non trovarsi permanentemente nell’emergenza. All’interno di questa cornice, poiché non siamo al mercato tra soggetto istituzionale e soggetto istituzionale, precisiamo anche i valori economici”. Questo l’intervento a Radio 24 del presidente della regione Abruzzo Luciano D’Alfonso  (Pd) su Radio24.