Il passo del gambero: i partiti non si tagliano i rimborsi, e incassano ancora…

Pubblicato il 4 Maggio 2012 10:18 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2012 10:19

ROMA – I partiti hanno fatto il passo del gambero: hanno passato settimane e mesi a promettere di tagliarsi i rimborsi elettorali e nel frattempo, non solo hanno rimandato a un poi indefinito la legge sui finanziamenti, ma hanno continuato a intascare soldi per legislature morte e sepolte. Ancora a marzo liste, politici e anche partiti ormai defunti come la Margherita, Forza Italia, i Ds, l’Ulivo hanno intascato ingenti somme di denaro come rimborsi elettorali. Si va, come scrive ‘Repubblica’, dai 257mila euro passati alla Margherita dall’Ulivo, ai 420mila dati ai Ds, ai 100mila a Forza Italia: tutti soldi elargiti il 23 marzo 2012 come rimborso per le politiche del 2006. Ed eccolo qui il passo del gambero, o anche il colpo gobbo: a scandalo Lusi e Margherita già bello che scoppiato i partiti in pubblico dichiaravano di volersi tagliare i rimborsi, e in privato continuavano a incassare. E prevedono di incassare la tranche più grande, quella da 180milioni di euro, entro luglio di quest’anno.

Per quanto riguarda gli altri rimborsi, scrive ‘Repubblica’, basta qualche esempio per capire di che cifre si parla: il comitato per “Guido Podestà presidente della Provincia”, vittorioso lo scorso anno, tra dicembre e marzo ha fatto cassa ricevendo dal Pdl 272 mila euro. La Lega Nord ha ricevuto l’8 febbraio dallo Stato: 49.500 euro. Poi ci sono i rimborsi a saldo. Ad esempio il deputato “Berlusconi Silvio” per le comunali di Milano si vede restituiti 259.939 euro dal Pdl. Il suo partito il 30 marzo scorso versa al segretario Angelino Alfano altri 61.539 euro. L’avvocato finiano Giuseppe Consolo finanzia Fli per 57.200 euro. I leghisti, sebbene non tenuti, annotano alla tesoreria anche le elargizioni sotto i 50 mila euro dei loro parlamentari (30- 35 mila euro in medio). Si scopre che l’ex tesoriere e sottosegretario (non deputato) Francesco Belsito versa nel 2011 meno degli altri: 20.700 euro. Meno di lui solo Roberto Castelli (13.200 euro). La senatrice Rosi Mauro 29 mila, come Roberto Maroni. Umberto Bossi unico a non versare.

Per non parlare poi dei soldi che i partiti prendono dai finanziatori privati. Nel 2011 non ci sono state tornate elettorali di peso e quindi c’è stato un crollo verticale dei finanziamenti privati rispetto al 2010. Solo il Pdl, per esempio, aveva beneficiato nell’anno delle Regionali di ben 695mila euro soprattutto da costruttori privati. Per non dire dei 600mila euro confluiti nell’Udc di Casini dall’impero del (suocero) Caltagirone. E ancora la ‘Repubblica’ parla di quattro assegni che Giammarco Moratti ha staccato per il comitato della moglie Letizia per un totale di 11,6 milioni. L’eurodeputato Pdl Vito Bonsignore (siciliano di nascita e torinese di adozione) percepisce 458.756 euro dalla “Management Engineering consulting-Mec spa Torino”. Il senatore terzopolista Mario Baldassarri riceve il 12 marzo scorso 90 mila euro dalla holding “Modena Capitale spa”. Il deputato Pdl vicino a Scajola, Ignazio Abrignani, riceve dall’azienda di commercio alimentare “Logistica Integrata Two srl Roma” 300 mila euro. Il finanziamento all’Api di Rutelli dalla “Fondazione Centro per un futuro sostenibile Roma” pesa per 127 mila euro. Il presidente del Monte dei Paschi Giuseppe Mussari e il suo vice Ernesto Rabizzi donano in totale 149 mila euro al Pd di Siena. Come pure il Pd di Padova usufruisce di 54 mila euro erogati dalla società energetica Acegas-aps Padova- Trieste.