Roma, consigliera Cristina Grancio espulsa da M5s: “Avvelenato dal potere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 aprile 2018 18:09 | Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2018 18:27
Cristina Grancio, consigliera Comune Roma espulsa da M5s

Roma, consigliera Cristina Grancio espulsa da M5s: “Avvelenato dal potere”

ROMA – Cristina Grancio, consigliera del Comune di Roma, è stata cacciata dal Movimento 5 stelle che definisce “avvelenato dal potere”.
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La Grancio ha annunciato sul suo profilo Facebook di essere stata “espulsa da un M5s avvelenato da potere” e nel lungo post in cui spiega i motivi del suo allontanamento scrive:

“‘Esclusione della consigliera Cristina Grancio da Gruppo Capitolino Movimento 5 Stelle’. Così finisce la storia di pagina politica romana, che ci racconta due cose. La prima è che il M5S deve ancora imparare tutto in tema di democrazia e rispetto per le persone che manifestano correttamente idee anche diverse, ma collaborative. La seconda cosa vale per me e ne sono fiera: ho sempre tenuto la schiena dritta e ho mantenuto fede alle promesse e ai patti con i cittadini romani. Ora proseguo il mio compito del Gruppo Misto”.

La consigliera aveva espresso “parere positivo per la realizzazione dello stadio a Tor di Valle, ma perplessità sulla proprietà dei terreni ed altro ancora, non partecipando al voto”. Nei giorni scorsi Grancio aveva inoltre votato “contro la proroga “della convenzione Urbanistica (Piazza Navigatori), perché ritenevo e ritengo che ci siano le condizioni per poter rispettare il programma di urbanistica del M5S”.

Proprio queste su posizioni, continua la Grancio su Facebook, le sono costate l’espulsione:

“Per questa mia posizione di suggerimento alla prudenza e all’approfondimento dei fatti, immediatamente dopo la riunione in Commissione vengo sospesa. Il M5S giudica e motiva con implausibili ipotesi (espresse peraltro tutte con verbi al condizionale) ‘grave mio comportamento’. Decido di difendermi da quella che reputo una grave ingiustizia nella sede più opportuna: il Tribunale Civile. Vengo materialmente isolata dal gruppo M5S con l’estromissione dalle chat e subisco quello che di fatto viene definito mobbing”.

Grancio racconta inoltre che il 3 agosto 2017

“il gruppo consiliare M5S firma per chiedere al Segretario Generale la mia estromissione dalla carica di consigliera, oppure ‘farmi passare’ al gruppo misto. La risposta del Segretario fu che non era una sua competenza. A ottobre 2017 Il Movimento è costretto a ritirare la sospensione di fronte al giudice, giustificandola come ‘mal impostata’: in realtà e di fatto non solo non vengo più reinserita. Anzi si aggravano la volontà e i comportamenti del gruppo per emarginarmi e impedirmi qualsiasi confronto. Totale preclusione anche al mio lavoro di competenza. Un esempio: non viene mai presa in considerazione la mia articolata proposta di presentazione di delibera consiliare, che ha come tematica la ‘problematica del condono edilizio'”.

La consigliera cacciata da M5s ha poi ricordato che

“a fine 2017 nasce la terza associazione del M5S, che stravolge non solo i principi di democrazia diretta dell’originario movimento, ma soprattutto è preclusa l’adesione ad esso anche a coloro che abbiano in corso procedimenti (sia quali parti attrici e o ricorrenti, che parti convenute e o resistenti) con qualsivoglia realtà associativa, che agisca o abbia agito sotto il simbolo M5s. Manifesto di non voler rinunciare all’esercizio di un diritto costituzionalmente garantito. A febbraio 2018 in commissione urbanistica voto contro la proroga di una convenzione Urbanistica (Piazza Navigatori), perché ritenevo e ritengo che ci siano le condizioni per poter rispettare il programma di urbanistica del M5s. Programma beninteso che i cittadini vogliono vedere attuato”.