Sallusti, Napolitano e il Governo: “Cambiare la legge”

Pubblicato il 27 settembre 2012 14:28 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2012 14:50

Giorgio Napolitano (LaPresse)

ROMA – C’è la sentenza definitiva, non c’è il carcere,  ma soprattutto c’è una spinta a cambiare la legge, quella che prevede la reclusione in caso di condanna per diffamazione.  La questione Alessandro Sallusti, condannato a 14 mesi di carcere per diffamazione, scomoda oltre ai direttori di tutti i giornali, anche il capo dello Stato e il Governo. Con un obiettivo chiaro: cambiare, in tempi rapidi, la norma che prevede il carcere.

A muoversi, nella mattinata successiva alla condanna definitiva e subito sospesa, è Napolitano che fa sapere di aver discusso e trovato un accordo sul tema con il ministro della Giustizia Paola Severino. Accordo che terrà conto delle indicazioni della Corte Europea di Strasburgo. Ancora una volta, insomma, “ce lo chiede l’Europa”.

Il punto saliente è però un altro: Napolitano esorta a cambiare la legge e lo fa “non escludendo ricadute concrete” sul caso Sallusti. La nuova norma, insomma, dovrà essere in qualche modo retroattiva.

E che qualcosa si stia muovendo lo conferma in qualche modo lo stesso ministro Severino che parlando subito dopo un’audizione alla Camera spiega “La pena detentiva deve essere sempre un’extrema ratio: se ci sono possibilità alternative vanno percorse”.

Ecco il comunicato del Quirinale: “Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il Ministro della Giustizia, Paola Severino. Il Capo dello Stato e il Ministro hanno convenuto sulla esigenza di modifiche normative in materia di diffamazione a mezzo stampa, tenendo conto delle indicazioni della Corte europea di Strasburgo, non escludendo possibili ricadute concrete sul caso Sallusti”.