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Sardegna: Francesca Barracciu rinuncia alla candidatura

Sardegna: Francesca Barracciu rinuncia alla candidatura

Francesca Barracciu

ORISTANO  – Alla fine Francesca Barracciu ha ceduto rinunciando alla candidatura per la corsa al governo della Sardegna. La Barracciu ha tenuto il punto finché ha potuto, poi è stata costretta a cedere.

Una decisione sofferta che avrebbe preso “per il bene del partito”, comunicata nella serata del 30 dicembre alla direzione regionale del Pd dal segretario Silvio Lai. La stessa direzione verrà riconvocata tra il 2 il 4 gennaio prossimi per la scelta del nuovo candidato in vista delle elezioni del 16 febbraio 2014.

Uscita dalla corsa per le regionali in Sardegna, Francesca Barracciu avrà comunque un ruolo di primo piano in questo momento cruciale per la vita del Pd. E’ lei stessa a dirlo ai giornalisti confermando di aver deciso di fare il passo indietro dopo un colloquio con la segreteria nazionale del partito (il suo obiettivo, mancato, era quello di parlare direttamente con Matteo Renzi).

E con i vertici di Roma avrebbe concordato che avrà voce in capitolo sulla scelta del prossimo candidato alla presidenza della Regione, sulle liste e le alleanze. “So che sto facendo la cosa giusta perchè sto salvando il mio partito – ha chiarito – Questa partita vale il mio destino personale. Sto ricevendo in queste ore decine e decine di messaggi che mi dicono di non mollare”. Nel mirino dell’ormai ex candidata finiscono personaggi di peso del suo partito: Renato Soru, Paolo Fadda e Antonello Cabras. “E’ stata loro – ha detto – l’iniziativa di cercare di portare il Pd ad una spaccatura insopportabile sul mio nome. Siccome voglio che il Pd e il centrosinistra vincano le prossime elezioni, un partito spaccato avrebbe significato sconfitta sicura. A quel punto ho dato la mia disponibilità a valutare un’altra candidatura”.

Ma è con Soru che l’eurodeputata è andata giù pesante. Pur non citandolo, in un passaggio è stata eloquente: “Non consentirò a nessuno – ha spiegato ai giornalisti – e in particolare a chi ha perso le elezioni nel 2009, a chi ha rinvii a giudizio pesantissimi con processo già fissato a maggio 2014 (Soru dovrà comparire in Tribunale per rispondere di evasione fiscale, ndr) di fare la morale agli altri. Non consentirò di escludere dalle liste persone o partiti, ad esempio il Psd’Az, non graditi a personaggi come questi”. Il braccio di ferro sulla Barracciu ha scandito la sua candidatura un minuto dopo l’avviso di garanzia che la vede indagata per peculato nello scandalo sui fondi ai gruppi consiliari. Un ciclone giudiziario che ha da subito offuscato quel successo netto ottenuto dall’eurodeputata con le primarie: 52mila elettori infatti le avevano dato il loro sostegno già al primo turno. Ora il passo indietro. Lei, dopo la sollecitazione giunta questa sera dallo stesso segretario regionale, si era detta pronta a farlo, ma aveva chiesto un confronto diretto con Matteo Renzi. Questo non c’è stato con il leader, ma con i suoi della segreteria. E alla fine ha deciso di rinunciare.

Eppure non era servito l’arrivo a Oristano di Stefano Bonaccini, uomo di punta della squadra di Renzi, per convincerla. Né gli interventi che si erano susseguiti durante i lavori interminabili della direzione: pochi i sostenitori, molti invece, anche tra le donne che l’avevano appoggiata con convinzione, che le hanno invece poi chiesto di farsi da parte.

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