Sardine a Roma, 35mila in piazza San Giovanni. Mattia Santori: “Piazza piena, obiettivo raggiunto”

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 Dicembre 2019 15:16 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2019 20:45
Sardine a Roma: la manifestazione in piazza San Giovanni, tra Bella Ciao e la Costituzione

(Ansa)

ROMA  –  Le Sardine si sono prese anche piazza San Giovanni a Roma, luogo storico della sinistra, stipate a decine di migliaia. Più di 100 mila, dicono gli organizzatori. Un terzo circa, per la questura.

“L’idea era riempirla e cambiare un po’ la percezione della politica in questi anni – esulta Mattia Santori -. Direi che l’obiettivo è stato raggiunto”.

In un happening collettivo antifascista e antirazzista il leader bolognese elenca dal palco le prime proposte, tra cui la revisione (o abrogazione) dei decreti sicurezza. E mentre si moltiplicano gli ‘endorsement’ dei politici – il leader del Pd Nicola Zingaretti in testa -, i coordinatori delle Sardine di tutta Italia domenica si riuniranno a Roma “per programmare la nuova ondata di gennaio”, spiega Santori.

In piazza persone di tutte le età, numerosi i giovani. Moltissimi sfoggiano piccole o grandi sardine di tutte le fogge e materiali, tra gruppi di migranti che chiedono documenti e diritti e vip come Paola Turci, Isabella Ferrari, Vauro, Kasia Smutniak, Erri De Luca e Michele Santoro.

Lo speaker proclama “abbiamo deciso di riprenderci la piazza antifascista”, poi tocca alla presidentessa dell’Associazione partigiani (Anpi) Carla Nespoli che parla di “lotta e speranza”. Si canta Bella Ciao sotto una sardina-striscione di 80 metri.

Ecco sul palco – il rimorchio di un Tir – il medico dei migranti Pietro Bartolo, ragazzi che leggono la Costituzione, una giovane transessuale. Ma è quando prende il microfono Santori che la piazza si infiamma davvero.

Il trentenne inventore delle Sardine, assieme a tre amici di Bologna, tiene la scena senza alcuna timidezza. “Qui c’è chi distingue la politica dal marketing – grida -, meglio i vostri cervelli che un milione di like” sui social. “Nonostante tutti i soldi che ci ha dato Prodi ognuno è venuto di tasca sua – ironizza -. La differenza è che questa é una piazza spontanea, nessuno ci ha costretto a venire”.

Santori snocciola le altre decine di città che oggi ospitano le Sardine, in Italia e in Europa, poi passa al ‘programma’. Alcuni punti non strettamente politici, ma comunque le prime proposte del movimento. “Ripensare i decreti sicurezza”, ma una parte della piazza rumoreggia e si corregge “va bene, abrogarli”. Poi, “chi è eletto faccia politica nelle sedi proprie e non stia sempre in campagna elettorale”; “chi è ministro comunichi solo per canali istituzionali”; la politica sia trasparente nell’uso delle risorse sui social, “la stampa traduca le informazioni in messaggi fedeli ai fatti”, “la violenza fuori dalla politica in toni e contenuti, quella verbale equiparata a quella fisica”.

Il ‘sospetto’ è che le Sardine possano diventare un partito. “Il 99 per cento di noi non lo vuole”, assicura Santori, che rispondendo ai giornalisti torna a polemizzare con Matteo Salvini e Giorgia Meloni, “che strizzano l’occhio ai fascisti”.

CasaPound non si è vista, la minaccia di venire era una burla. In piazza però ci sono stati esponenti di sinistra come Nicola Fratoianni di LeU e Niki Vendola, l’ex segretaria della Cgil Susanna Camusso e Massimiliano Smeriglio, indipendente del Pd.

Zingaretti twitta entusiasta: “Belle le proposte che avete lanciato, faremo di tutto per metterle in atto ed essere all’altezza del vostro impegno. Cambiamola insieme, la nostra bella Italia”. Parere diverso di Matteo Renzi: “Hanno mostrato che le piazze non sono solo di Salvini. Ora la sfida è passare dalla protesta alla proposta”. “Grazie alle Sardine per l’energia che hanno portato nella nostra città – scrive la sindaca M5S di Roma Virginia Raggi – e aver reso questa giornata una ‘festa’ di popolo”. (Fonti: Ansa, Agi, Agenzia Vista)

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