Siri, nuovo caso a due giorni dal Cdm: Procura Milano indaga su acquisto palazzina a Bresso

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 maggio 2019 15:48 | Ultimo aggiornamento: 6 maggio 2019 15:48
Siri, nuovo caso a due giorni dal Cdm: Procura indaga su acquisto palazzina a Bresso. Ma la Lega lo blinda

Siri, nuovo caso a due giorni dal Cdm: Procura indaga su acquisto palazzina a Bresso. Ma la Lega lo blinda

MILANO – A due giorni dal Consiglio dei ministri che dovrà discutere la revoca delle deleghe ad Armando Siri, un nuovo caso lambisce il sottosegretario ai Trasporti della Lega, già accusato di presunta corruzione. Una indagine su una palazzina di sette appartamenti a Bresso (Milano) acquistata lo scorso gennaio dallo stesso Siri. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta, al momento senza ipotesi di reato né indagati. La compravendita sarebbe avvenuta attraverso un mutuo di 585mila euro acceso con una banca di San Marino.

Del caso si è occupata anche la trasmissione Report che, nella puntata in onda stasera, lunedì 6 maggio, spiega che è stato proprio il notaio che ha stipulato l’atto a segnalare la compravendita come operazione sospetta alla Banca d’Italia. Sono le garanzie che avrebbe fornito Siri alla banca a finire sotto la lente del programma.

Il procuratore Francesco Greco ha spiegato che ci sarà “massima collaborazione” tra gli inquirenti milanesi e quelli romani che indagano per un’ipotesi di corruzione contestata all’esponente leghista e che le carte dell’Uif di Bankitalia sono arrivate sabato scorso.

Siri, dal canto suo, si è subito affrettato a rimarcare la “regolarità” della compravendita e ha annunciato che valuterà querele in caso di un servizio diffamatorio da parte della trasmissione. Ma inevitabilmente l’episodio getta nuova benzina sul fuoco di un rapporto, quello tra M5S e Lega, ridotto ormai in brandelli. 

Nonostante l’aut aut del ministro dell’Interno Matteo Salvini (“Tappatevi la bocca, è l’ultimo avviso”), prosegue il pressing dei 5 Stelle. “La cosa più importante è rimuovere questo sottosegretario che getta ombre sul governo”, dice Luigi Di Maio intervistato dal Gr1.  “Vado in Consiglio dei ministri assolutamente tranquillo”, risponde Salvini ai cronisti. “Sto aggiornando l’agenda su immigrazione e mafia, di questo mi occupo. Dopo mercoledì vengono giovedì, venerdì e sabato e per me non è un problema, continuo a ritenere che in un Paese civile i processi si fanno in tribunale e se uno è colpevole si viene condannati da un giudice, non da un giornale”. 

“Non credo che questo succederà. No assolutamente”, dice infine Claudio Durigon, parlamentare della Lega e sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ad Agorà Rai Tre alla domanda se Salvini chiamerà Siri per farlo dimettere.

Si prospettano quindi altri due giorni di passione anche perché ormai ciascuno cavalca i propri provvedimenti e il cortocircuito e dietro l’angolo. Come il taglio dei parlamentari, atteso in Aula alla Camera martedì. O le Autonomie, che rischiano di restare ferme al palo sino a dopo le Europee. (Fonte: Ansa)