La Tav, i No Tav, la coop rossa, il Pd. E 20 miliardi di buoni motivi

Pubblicato il 1 marzo 2012 19:47 | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2012 19:47
Attivisti No Tav occupano la sede del PD a Roma (Lapresse)

Attivisti No Tav occupano la sede del PD a Roma (Lapresse)

C’è una cooperativa rossa che con l’appalto del tunnel della cosiddetta Tav Torino-Lione ha fatto un grande affare. E’ la stessa che lavora a un altra opera contestata, l’ampliamento della base americana Dal Molin a Vicenza. Si tratta della Cmc di Ravenna, Cooperativa Muratori e Cementisti, grande costruttore con appalti in cinque continenti. Secondo Ferruccio Sansa del Fatto Quotidiano, i No Tav non sbagliano tanto la mira quando accusano il centrosinistra e in particolare il Pd di sostenere la “Tav” perché dietro c’è una cooperativa “rossa” e così grossa da esercitare un certo magnetismo sui vertici pd. Se non altro per la rivista della fondazione Italianieuropei è un ottimo inserzionista. Scrive Sansa:

Corridoi europei, strategie di trasporti, il tunnel più lungo del mondo. La Lione-Torino (ecco il vero nome, non è una linea ad Alta Velocità) è questo. Ma anche un affare da miliardi su cui puntano molti occhi. […] Il boccone grosso degli appalti è ancora nel piatto: parliamo del tunnel di 57 chilometri tra Francia e Italia. Fonti Ltf raccontano: “Nel 2012 sarà ultimato il progetto, nel 2013 toccherà alle procedure autorizzative e nel 2014 ci sarà la gara. I lavori partiranno entro il 2014”. Valore: 8,5 miliardi se passerà l’ipotesi “minimalista”, fino a 20 miliardi in caso di completamento dell’opera.

I giochi sono ancora da fare, ma i grandi costruttori stanno già elaborando le loro strategie. Così anche le imprese minori destinatarie di ambiti subappalti milionari, sottoposti a controlli meno stringenti. La prima fetta, però, è aggiudicata: “Sono 93 milioni per la galleria esplorativa”, racconta François Pellettier di Ltf. Aggiunge: “L’opera sarà realizzata da Cmc”. La Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna è un colosso del settore, con un fatturato di 805 milioni e 8. 500 persone. Cmc è uno dei fiori all’occhiello del mondo cooperativo dei costruttori una volta detti “rossi”.

Un’impresa che in portfolio vanta grandi progetti nei cinque continenti, ma anche opere contestate come il Quadrilatero autostradale delle Marche e la base Dal Molin di Vicenza. Un’industria leader, non solo in Italia; potente, in passato guidata da un signore del cemento: Lorenzo Panzavolta, poi passato al gruppo Ferruzzi e quindi toccato da Mani Pulite.

Cmc è finita nel mirino dei No Tav che avanzano domande maliziose: “Le cooperative per tradizione sono vicine a una parte politica, forse anche per questo il centrosinistra sponsorizza la Tav?”.

Ma Cmc ha conquistato appalti a Singapore dove i partiti italiani non mettono becco. E non c’entra sicuramente nulla che, come ricordano i No Tav, “Cmc risulti tra gli inserzionisti della rivista Italianieuropei della fondazione di Massimo D’Alema”. L’appalto da 93 milioni ha dato vita a numerosi subappalti, ambìti dalle società della valle.

Una in particolare, la Italcostruzioni, che si occupa delle recinzioni dei cantieri odiate dai manifestanti. E l’impresa è finita nel mirino dei No Tav: “Sono stato aggredito, mi hanno spaccato un braccio. I nostri mezzi sono stati bruciati”, racconta Ferdinando Lazzaro, che pur senza cariche è una delle figure chiave della società (“ho una consulenza”).