L’Udc non cambia strategia: freddezza verso Fli che tratta con Berlusconi

Pubblicato il 9 Dicembre 2010 - 20:52 OLTRE 6 MESI FA

L’Udc non cambia le carte nei giorni della guerra dei numeri in vista della data fatidica del 14 per la fiducia al governo Berlusconi: il premier si dimetta e si apra la crisi per una nuova fase – ribadiscono i centristi- perché la maggioranza non c’è più. E anche nell’ipotesi che il governo raggiunga la soglia di una fiducia risicata poco cambia. Tirerebbe solo a campare. Ma filtra freddezza nel partito di Casini per la trattativa che si è svolta tra i finiani e Berlusconi ad Arcore nel tentativo di scongiurare la conta e della quale i centristi erano all’oscuro: anche se fonti parlamentari del partito si limitano ad osservare che i dubbi che serpeggiano nelle fila finiane sono un problema che riguarda solo Fli.

Nel difficile gioco dei pronostici sulle sorti del governo i centristi, comunque vada a finire, non cambiano linea: qualsiasi altro scenario deve passare per le dimissioni del premier, un punto sul quale negli ultimi giorni i finiani sembrano invece aver dimostrato di tentennare facendo trapelare una disponibilità ad aprire un tavolo per un Berlusconi Bis, allargato all’Udc, al quale invece i centristi non intendono far parte. La posizione dell’Udc, che voterà la sfiducia al governo, si fa notare, è coerente con la collocazione del partito all’opposizione. Diversamente dai finiani che nelle file della maggioranza sono alle prese con uno spazio di manovra ristretto che ne mette a rischio la compattezza.

Compattezza che invece non è mai stata in discussione nel gruppo parlamentare dell’Udc che nei giorni scorsi aveva dato a Casini un mandato ”pieno” sulle mosse da fare nell’evolversi della crisi. Oggi nell’Udc tacciono nella consapevolezza della delicatezza del momento. Ad eccezione di Rocco Buttiglione secondo il quale le ipotesi di una crisi ”non al buio” ma ”pilotata sembrano positive ma attenzione – mette in guardia – a non immaginare di poter pilotare troppo perché la situazione è tale che nessuno può dare assolute garanzie”.

”Berlusconi farebbe bene a dare le dimissioni in modo da guadagnare tempo – dice – e non inasprire la crisi. Questo gli consentirebbe anche di riprendere iniziativa politica”. Per confrontarsi sugli sviluppi della crisi anche oggi sono tornati ad incontrarsi Rutelli e Casini: Quest’ultimo si e’ anche sentito con Fini. Il leader di Fli dovrebbe aver fatto il punto sul vertice dei futuristi di stamane confermando la ”compattezza ritrovata”.

E mentre per tutta la giornata la cronaca politica riferisce dei cambi di casacca soprattutto in casa del partito di Di Pietro, con pesanti sospetti di compravendita sollevati anche da Pier Luigi Bersani, nei centristi resta la certezza che Berlusconi voglia la maggioranza per una ragione soltanto: andare a elezioni anticipate.