Afghanistan: Obama spiega stasera in Tv i dettagli dell’espansione della guerra

Pubblicato il 1 Dicembre 2009 10:47 | Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre 2009 10:47


Dopo tre mesi di dibattiti e tentennamenti, il presidente Barack Obama annuncia stasera in un discorso teletrasmesso ad una scettica nazione i dettagli dell’espansione della guerra in Afghanistan, altri 30-35 mila soldati, assieme alla promessa che l’impegno americano non sarà senza fine. I suoi primi ordini in proposito sono stati già impartiti e un primo gruppo di Marines sarà nel Paese islamico entro Natale, a quanto riferisce l’Associated Press.

Il presidente ha detto di recente che non intende «passare il problema afghano nelle mani del prossimo presidente» e che la sua strategia «ci condurrà verso la fine della guerra». Ma, secondo il Nyt, Obama non fornirà date precise, una cosa che potrebbe rafforzare i suoi critici in Congresso e tra l’opinione pubblica.

Il presidente ha trascorso quasi tutta la giornata di lunedì facendo telefonate agli alleati. Dal premier britannico Gordon Brown ha ottenuto altri 500 soldati che arriveranno in Afghanistan il mese prossimo, per un totale di 10 mila effettivi. Dal presidente francese Nicolas Sarkozy ha ottenuto l’impegno che i tremila soldati francesi resteranno sul terreno «per tutto il tempo necessario».

Secondo quanto si è appreso, i 30-35 mila soldati americani verranno dislocati gradualmente nei mesi che verranno. Ad operazione conclusa, gli effettivi usa in Afghanistan saranno 71 mila. Più enfasi verrà posta questa volta nell’utilizzare le truppe per l’addestramento dell’inefficiente e corrotto esercito afgano e nel dotarlo di nuovi armamenti.

Nel convincere Congresso e pubblico che la sua strategia è giusta, il presidente dovrà affrontare anche lo spinoso problema del finanziamento dell’invio delle nuove truppe, il cui costo viene stimato dal Nyt in 30-35 miliardi di dollari in un momento in cui il deficit federale continua ad aumentare. La questione sarà discussa da Obama con i leader congressuali, alcuni dei quali hanno già definito l’espansione della guerra ”inutile”, affermando che l’onere maggiore deve ricadere sulle forze armate afghane.

Esemplare in questo senso il commento rilasciato lunedi dal senatore democratico Carl Levin, il quale ha sottolineato che il conflitto in Afghanistan «è la loro guerra, non la nostra».