Casa Bianca, ancora un “imbucato” al cospetto di Obama

Pubblicato il 4 Gennaio 2010 23:03 | Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2010 10:06

Barack Obama passeggia attorno alla Casa Bianca

Quella di intrufolarsi, non invitati, alla Casa Bianca rischia seriamente di diventare un’abitudine. C’erano riusciti, il 26 novembre scorso,  Michaele Salahi e il marito Tareq. I due, dopo l’impresa, hanno anche pubblicato le foto sul social network Facebook.

A distanza di nemmeno due mesi, nonostante scandalo, polemiche, dibattiti e promesse di stringere le maglie della sicurezza attorno a Obama e consorte, la storia si ripete. Protagonista dell'”impresa” avvenuta nel pomeriggio di lunedì 4 dicembre Carlos Allen, 39 anni, promotore di eventi di Washington.  Sulle liste e le mail dei Servizi Segreti, infatti, ci sarebbe proprio il nome di Allen, proprietario, a Mount Pleasant di uno spazio dove si organizzano convegni.

L’intrusione però c’è stata e lo ammettono, in una nota, gli stessi Servizi Segreti. «L’uomo – si legge nel documento – è arrivato alla Casa Bianca da un albergo della zona, lo stesso dove alloggiava una delegazione indiana attesa nella residenza del presidente per una cena».

Per eludere la sicurezza l’imbucato si è mescolato con la delegazione indiana ed ha superato i punti di controllo nonostante il suo nominativo non figurasse, ovviamente, su nessuna lista di invitati.

Questa nuova intrusione, però, imbarazza e non poco gli Stati Uniti. In primo luogo la brutta figura la fa il Dipartimento di Stato, responsabile della delegazione indiana. Ma anche la Sicurezza non ne esce bene: Allen ha messo a nudo nuove falle nel sistema di schermo attorno a Obama e i Servizi Segreti hanno già annunciato “cambiamenti nei controlli”.

Al momento, tuttavia, non risulta che l’intruso abbia avuto, a differenza degli imbucati di novembre, alcun contatto diretto con il presidente. Fino ad ora la Casa Bianca non ha rilasciato dichiarazioni su quanto accaduto.

Le perplessità, però, rimangono: un Paese che non riesce a proteggere un solo uomo in un luogo chiuso può presidiare in modo efficiente tutti gli aeroporti e i luoghi sensibili del suo territorio? Quanto accaduto lunedì 4 gennaio all’aeroporto di Newark (un intruso ha eluso tutti i controlli causando lo sgombero di un intero terminal) fa pensare, e temere, di no.