Cina, ambasciatore Usa: Chen ha lasciato l’ambasciata spontaneamente

Pubblicato il 3 Maggio 2012 14:51 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2012 17:49

Chen Guangcheng con un funzionario americano a Pechino

PECHINO, CINA – Il dissidente cieco Chen Guagcheng ha lasciato l’ambasciata Usa a Pechino spontaneamente e non ha mai espresso il desiderio di ricevere asilo politico negli Stati Uniti durante la sua permanenza di sei giorni nella rappresentanza.

Lo ha affermato giovedi l’ ambasciatore americano a Pechino Gary Locke in una conferenza stampa. “Ha sempre detto che voleva restare e vivere in Cina, per proseguire la sua battaglia per i diritti civili e completare i suoi studi (di legge)”, ha proseguito Locke.

L’ambasciatore ha riferito che mercoledi, al momento di lasciare l’ ambasciata, e’ stato chiesta conferma a Chen della sua decisione e lui ha detto ”andiamo”, di fronte a ”un gran numero di testimoni”. Il dissidente, 40 anni, e’ da mercoledi all’ ospedale Chaoyang di Pechino, dove viene curato il piede che si rotto fuggendo dieci giorni fa dagli arresti domiciliari ai quali era illegalmente tenuto nel suo villaggio natale, nella provincia dello Shandong.

Ma da mercoldi sera, a quanto riferisce l’Associated Press, in varie dichiarazioni a diplomatici e giornalisti, Chen ha detto di aver cambiato idea e che ora vorrebbe emigrare con la famiglia negli Usa perchè teme ritorsioni contro lui stesso e la sua famiglia se restasse in Cina.

Dal canto loro gli Stati Uniti hanno fatto sapere che sono pronti ad aiutare Chen qualsiasi decisione prenda. Lo ha detto giovedi un alto funzionario dell’ambasciata americana a Pechino.

Tra le opzioni possibili, anche quella per Chen di lasciare effettivamente la Cina perchè, come ha detto nelle ultime ore lo stesso dissidente piu’ volte, non si sente sicuro. Alcuni funzionari americani sono ancora in contatto sia con il dissidente cieco che con sua moglie per chiarire la loro posizione ed accertare definitivamente cosa vogliono fare, cosa che, allo stato dei fatti non è ancora chiara.