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Corea del Nord: “Nuove sanzioni Onu sono un atto di guerra”

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Kim Jong-un (foto Ansa)

PYONGYANG – La Corea del Nord ha bollato come un “atto di guerra” le nuove sanzioni imposte dall’Onu. “Consolideremo ulteriormente il nostro deterrente nucleare per sradicare radicalmente le minacce nucleari degli Stati Uniti, i loro ricatti e le mosse ostili per stabilire un equilibrio con i loro armamenti”, ha fatto sapere in una nota il ministero degli Esteri di Pyongyang.

Per il regime di Kim Jong-un le ultime sanzioni varate dalle Nazioni Unite rappresentano “una violenta violazione della sovranità della nostra repubblica e un atto di guerra che distrugge la pace e la stabilità della penisola coreana e di una vasta regione. Gli Stati Uniti, terrorizzati per la storica realizzazione del completamento della nostra forza nucleare, stanno diventando sempre più deliranti nelle mosse per imporre sanzioni sempre più severe e pressioni sul nostro Paese. Consolideremo ulteriormente la nostra difesa nucleare come deterrente finalizzato a sradicare radicalmente le minacce nucleari statunitensi, i loro ricatti e le mosse ostili per stabilire un equilibrio con i loro armamenti”, prosegue la nota del ministero degli Esteri di Pyongyang, che ha bollato come “criminale” la nuova politica di sicurezza americana.

La condanna, in realtà, è arrivata ore prima che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu approvasse le nuove sanzioni contro il regime di Kim Jong-un. Il ministero nordcoreano degli Esteri ha accusato il presidente Usa Donald Trump di volere la “totale subordinazione del mondo” agli interessi di Washington. Un portavoce del dicastero ha precisato che tale strategia “non è altro che la proclamazione di una aggressione”. Lunedì scorso Trump aveva annunciato il suo programma sulla sicurezza criticando la Corea del Nord per i diversi test nucleari effettuati malgrado la condanna delle Nazioni Unite e di Washington.

LE SANZIONI – Lo scorso 22 dicembre il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha varato le sanzioni più dure di sempre contro la Corea del Nord, colpendo soprattutto le importazioni di petrolio, fondamentali per portare avanti il programma missilistico e nucleare del regime di Pyongyang. Le nuove misure sono state approvate all’unanimità, anche con il voto di Cina e Russia, che ultimamente più volte avevano esercitato il diritto di veto.

“Pyongyang ha scelto la strada dell’isolamento”, ha affermato l’ambasciatrice americana all’Onu Nikki Haley, definendo il regime di Kim Jong-un “il più tragico esempio di male nel mondo”: “Più ci sfiderà – ha avvertito la rappresentante Usa – e più lo puniremo”.

Nel dettaglio le nuove sanzioni prevedono che le importazioni di petrolio restino limitate all’attuale livello, caratterizzato già da una penuria generale in tutto il Paese. La comunità internazionale si impegna anche ad espellere i lavoratori nordcoreani dai vari Stati in cui si trovano, tagliando così le risorse finanziarie che questi inviano nel loro Paese.

Via libera anche a controlli molto più severi sulle navi commerciali che partono o si dirigono verso la penisola coreana, con uno stop al trasbordo di carburante da imbarcazione ad imbarcazione, uno dei metodi che Pyongyang usa per eludere le sanzioni.

Bocciata ancora una volta, invece, la proposta avanzata a suo tempo dall’amministrazione Trump di un vero e proprio blocco navale in acque internazionali. Restano infine i sospetti degli Usa sulle reali intenzioni di Pechino e Mosca. Soprattutto dopo aver scoperto che la Russia ha aperto segretamente un canale di comunicazione verso la Corea del Nord, incluse nuove connessioni internet in alternativa alle comunicazioni primarie garantite a Pyongyang dalla Cina.

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