L’Honduras di nuovo sull’orlo della crisi con il ritorno di Zelaya

Pubblicato il 22 Settembre 2009 10:52 | Ultimo aggiornamento: 22 Settembre 2009 10:52

L’Honduras è di nuovo sull’orlo di una grave crisi dopo che il presidente destituito dai militari lo scorso giugno, Manuel Zelaya, è rientrato nel Paese e si è rifugiato nell’ambasciata del Brasile nella capitale, Tegucigalpa, a quanto riferisce la Reuters.

Nella notte tra lunedì e martedì migliaia di sostenitori di Zelaya hanno manifestato davanti alla rappresentanza per chiedere il suo ritorno al potere, ma il governo golpista di Roberto Micheletti ha escluso questa possibilità ed ha imposto un coprifuoco per evitare il rischio di proteste. La permanenza di Zelaya nell’ambasciata brasiliana rischia di provocare uno scontro diplomatico.

Il segretario di stato Usa, Hillary Clinton, ha dichiarato a New York che sia il governo che i sostenitori di Zelaya devono mostrare moderazione e stare attenti alle loro azioni nei giorni che verranno. Nelle prossime ore deve essere organizzato uno sforzo affinché le parti si incontrino e risolvano le loro dispute”, ha detto.

Il capo del governo golpista di Micheletti ha però finora ignorato le esortazioni della Clinton, insistendo che Zelaya venga processato ”per i crimini che ha commesso”. La crisi è nata il 28 giugno, quando con l’assenso della Corte Cstituzionale i militari hanno rovesciato Zelaya spedendolo in esilio. La rivolta contro Zelaya è scoppiata dopo il suo tentativo di prolungare con un referendum il suo mandato presidenziale, che scade a novembre.

Micheletti si è anche detto contrario alla ripresa dei negoziati, falliti, svoltisi con la mediazione del presidente costaricano Oscar Arias, favorevole al ritorno al potere di Zelaya.

Non vi sono segnali al momento che le forze di sicurezza honduregne intendano penetrare nell’ambasciata brasiliana per catturare Zelaya, ma il ministro degli esteri brasiliano Celso Amorin ha avvertito che ”qualsiasi minaccia contro la rappresentanza sarebbe una grave violazione delle norme internazionali”.

La destituzione di Zelaya è stata condannata dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama, dall’Unione Europea e da svariati Paesi latinoamericani. Ora molti di questi Paesi si attendono che la Casa Bianca mantenga le promesse di sostenere Zelaya ed eserciti pressioni sul governo golpista perchè gli consenta di tornare al potere.