Libia: accordo tra i due parlamenti rivali, il 16 la firma

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Dicembre 2015 23:30 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2015 23:30
Libia: accordo tra i due parlamenti rivali, il 16 la firma

Sabrata (Ansa)

ROMA – Il “conto alla rovescia” per l’accordo sul governo di unità della Libia “è iniziato”, con le delegazioni di Tobruk e Tripoli che hanno fissato al 16 dicembre la data della firma, mentre lo spettro dell’Isis sul Paese diventa sempre più minaccioso. I jihadisti hanno mostrato i muscoli sfilando con i pickup armati nel centro di Sabrata, sede di un sito archeologico patrimonio dell’umanità Unesco, mentre preoccupano i loro piani di colpire il cuore petrolifero del Paese, a est di Sirte.

L’annuncio dell’intesa tra le delegazioni di Tobruk e Tripoli per firmare il 16 dicembre l’accordo proposto dall’Onu è arrivato dai due capi delegazione in una conferenza stampa al termine della due giorni di colloqui presieduta dalle Nazioni Unite. “Il conto alla rovescia nell’interesse della pace, della sicurezza e della stabilità in Libia è partito”, ha commentato soddisfatto l’inviato speciale dell’Onu Martin Kobler.

A Tunisi, si è registrato “un largo consenso sul fatto che soltanto con la rapida firma dell’intesa”, proposta dall’Onu, “il Paese potrà ritrovare la sua unità”. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha avvertito che “chi in Libia si opporrà ad un accordo sotto l’egida della comunità internazionale andrà contro gli interessi strategici del popolo libico, non solo quelli internazionali”. Il ministro ha ribadito che l’obiettivo della riunione di Roma di domenica è “una soluzione politica e diplomatica, anche se resta la necessità di combattere il terrorismo”.

Nel summit di domenica alla Farnesina si metteranno a punto gli ultimi dettagli dell’intesa e si comincerà a delineare il post accordo: Renzi ha ribadito la disponibilità dell’Italia a guidare una missione di assistenza e formazione a supporto del futuro governo libico. E il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov ha assicurato a Gentiloni il sostegno di Mosca a “qualsiasi sforzo” dell’Italia. Intanto, l’Isis ha fatto sfilare i propri pickup con la bandiera nera a Sabrata, a 70 km a ovest di Tripoli. I mezzi sono piombati ieri nel centro della città. “Dopo una trattativa con il consiglio municipale – i jihadisti reclamavano tre miliziani arrestati e poi liberati – hanno lasciato la città”.

Al confine tra Libia e Tunisia i jihadisti avrebbero più di un campo di addestramento, soprattutto per i miliziani in arrivo dalla Tunisia, da cui parte il maggior numero di foreign fighter del ‘Califfato’. Altrettanto preoccupante, forse anche di più, l’afflusso di combattenti a Sirte: l’Isis si “prepara a lanciare un attacco contro i pozzi petroliferi nell’area di Ajdabiya”, riferiscono i media libici. A Sirte nell’ultima settimana sono arrivati almeno 40 miliziani. Soprattutto tunisini, yemeniti e palestinesi. Con loro anche alcuni “ufficiali” da Iraq e Siria. Notizie che confermano il grande interesse dello Stato islamico per la Libia, dopo le sconfitte patite in Siria e Iraq.