Maglietta pro Auschwitz tra i manifestanti pro Trump a Washington. Non per caso o per eccesso

di Lucio Fero
Pubblicato il 8 Gennaio 2021 10:26 | Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio 2021 10:26
Maglietta pro Auschwitz tra i manifestanti pro Trump a Washington. Non per caso o per eccesso

Maglietta pro Auschwitz tra i manifestanti pro Trump a Washington. Non per caso o per eccesso (Foto da video)

Maglietta pro Auschwitz tra i pro Trump che davano l’assalto al Congresso a Washington. Non d’ordinanza e neanche troppi ad indossarle. Ma nessuno a imporre di toglierle. Chi le indossava si sentiva a casa, nessuno in quella folla gli indicava la porta. Magliette pro Auschwitz e bandiere confederate, quelle della guerra civile americana, quelle della Confederazione orgogliosamente schiavista. Anche queste erano di casa tra quella folla pro Trump. In entrambi i casi, presenze non per caso. E non per eccesso.

Maglietta Auschwitz e non solo: legittimità su base etnica

Voti legali ha detto Trump, ai voti legali abbiamo vinto noi. Indicando alla folla i colpevoli e ladri e traditori, cioè i politici dentro il Congresso alle sue spalle mentre comiziava. I voti legali, cioè non quelli di coloro che per queste presidenziali si sono iscritti alle liste dei votanti mentre d’abitudine lasciavano perdere e/o venivano dissuasi dal farlo. Voti illegali per Trump e per la sua gente quelli arrivati da altra gente, gente di fuori, gente diversa.

E’ una chiara teoria, anzi ideologia, della legalità su base etnica. Sono parole e teoria, è ideologia che parla chiaro all’America figlia della sua storia. La storia in cui l’Unione vinse la guerra civile, impedì la secessione ma pochi anni dopo perse la pace consentendo al Sud di restare segregazionista. Di qui l’idea che il diritto di voto reale sia legato all’etnia di appartenenza. Se insomma votano davvero tutti gli afro americani o gli ispanici o gli asiatici è…voto illegale.

Complotto mondiale anti nazione e anti genia pura

La folla, il popolo pro Trump non solo è convinto che le elezioni siano state rubate a Trump (sia detto a margine ma non tanto a margine, alla domanda chi ha rubato le elezioni a Trump la risposta standard è: il governo! Ma il governo era Trump!). Il popolo pro Trump è convinto che esista una congiura, un complotto, un’alleanza maligna internazionale anzi mondiale contro la nazione americana e contro la pura genia americana. Non ne è convinto a caso, glielo ha detto per anni Trump, glielo ripete da anni la propaganda organizzata via social, se la scambia e conferma da anni questa certezza sui social.

Non si sorrida, sia pur tristemente, di Qanon e della congiura mondiale dei pedofili che succhiano il sangue dei bambini. Non è folkore dell’estremismo, non è eccesso, è invece sostanza. Qualcuno ricorda cosa si diceva e talvolta si mormora ancora degli ebrei? Qualcuno ricorda o vuol ricordare cosa si è detto per secoli dei neri di pelle? Qualcuno ha mente cosa per secoli si è detto facessero i rispettivamente infedeli? Qanon non solo ha due eletti al Congresso, due parlamentari certi del complotto mondiale anti americano dei vampiri pedofili. Qanon non è eccesso, è sostanza di una ideologia.

Squadrismo

Infine lo squadrismo conclusione logica, finale e organizzativa del disprezzo delle istituzioni e dello Stato debole e corrotto. Lo squadrismo che anima e muove e organizza l’assalto al Congresso. Lo squadrismo che è l’aspirazione di ogni movimento populista che su rispetti: il far piazza pulita, le ramazze, il colpo di spugna. Lo squadrismo parte integrante dell’ideologia.

Legalità su base etnica, complotto mondiale contro la nazione e la genia pura, squadrismo sognato e finalmente praticato. E’ questo il movimento, vasto, pro Trump. In fondo non c’è nulla da capire o indagare. E’ tutto molto chiaro ed evidente. Maglietta pro Auschwitz e bandiere confederate non erano li per caso o per eccesso. L’idea, molto ingenua, molto pericolosa e molto pavida, che dando mostra di sforzarsi di capire, si renda quell’ideologia e quel popolo diversi da ciò che sono equivale alla prudenza scaramantica di chi non dice cancro ma dice male incurabile. Lo scongiuro non funziona e, se cancro è, la bugia sulla parola illude più che consola .