Messico/ La Corte suprema ha scarcerato 20 persone per il massacro di 45 civili nel 1997: “Prove manipolate e diritti della difesa non rispettati”

Pubblicato il 13 agosto 2009 21:25 | Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2009 21:26

messico-ii-cnd1La Corte suprema del Messico ha ordinato la liberazione di venti persone, condannate per un massacro di 45 civili nel 1997.

I giudici hanno deciso in questo modo perché, a loro dire, le autorità avevano ottenuto illegalmente le prove della strage e gli imputati non hanno avuto la possibilità di ottenere un giusto processo perché molti diritti furono negati alla difesa.

Il massacro avvenne nella comunità di Acteal, nello Stato meridionale del Chiapas. I giudici hanno votato per la scarcerazione in quattro su cinque. Uno di loro ha detto, dopo il verdetto, che «è evidente che le prove furono raccolte in modo illecito». In 45 fra donne, uomini e bambini vennero uccisi nel 1997: si sospettò che la responsabilità fosse dell’Esercito Zapatista di liberazione nazionale, che dal 1994 aveva lanciato un’aperta sfida allo Stato messicano. La decisione della Corte, però, rimette tutto in discussione.