Ancora tensione al confine tra Siria e Turchia dopo colpo di mortaio ad Hatay

Pubblicato il 5 ottobre 2012 23:48 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2012 23:54
Scontri al confine tra Siria eTurchia

(LaPresse)

ANKARA – La tensione al confine tra Siria e Turchia rimane alta anche il 5 ottobre, dopo che un colpo di mortaio siriano è caduto nell’area di Antiochia, Hatay, scatenando la reazione del fuoco turco. Il premier Recep Tayyp Erdogan ha ribadito che la guerra non gli interessa, ma che non è lontana.

La relativa calma che sembrava essere tornata dopo due giorni di fuoco, iniziati mercoledì 3 ottobre dopo la strage di cinque civili turchi provocata mercoledì nella cittadina di Akcakale da un colpo di mortaio siriano e i bombardamenti di risposta di Ankara verso obiettivi siriani lungo il confine, è stata dunque di breve durata.

Dalla comunità internazionale è giunta una condanna unanime dell’incidente di Akcakale, insieme ad appelli alla moderazione fra i due vicini mediorientali. Ma la tregua armata scattata fra Ankara e Damasco appare molto fragile, a rischio di incidenti e provocazioni.

Il 4 ottobre il parlamento turco ha autorizzato per un anno possibili operazioni armate in Siria, se il premier Erdogan lo riterrà necessario. Il rischio di un conflitto fra Turchia e Siria, dalle conseguenze potenzialmente disastrose per tutto il Medio Oriente, rimane quindi alto.

Erdogan mercoledì aveva detto che Ankara “non vuole iniziare una guerra contro la Siria”. Oggi lo ha ripetuto, ma lanciando anche minacciosi moniti a Damasco: “Non ci interessa la guerra, ma non ne siamo neppure lontani. Lo dico ancora una volta al regime Assad e ai suoi sostenitori: non arrischiatevi a mettere alla prova la pazienza della Turchia”, ha tuonato con retorica muscolare, “sarebbe un errore fatale. La Turchia uscirebbe senza un graffio da qualsiasi incidente, ma voi ne uscireste a pezzi, paghereste un prezzo molto alto”.

Secondo la stampa turca, Ankara sta rafforzando il dispositivo militare lungo il confine con la Siria. Blindati e batterie di missili anti-aerei sono stati inviati nell’area di Akcakale. Secondo Hurriyet la Turchia sta spostando navi militari dalla base di Golcuk vicino a Istanbul verso il Mediterraneo.

“Si dice che se vuoi la pace, preparati alla guerra”, ha detto oggi Erdogan: “Questa nazione è arrivata dove è oggi dopo avere attraversato guerre intercontinentali”. La retorica aggressiva del premier non sembra però condivisa dalla maggioranza della popolazione.

I sondaggi, rileva l’analista Sedat Ergin, mostrano che il popolo turco non appoggia la linea aggressiva del governo sulla Siria ed è fortemente contrario a un intervento militare. Migliaia di persone giovedì sera hanno manifestato a Piazza Taksim nel cuore di Istanbul per dire ‘Savas sa hayir!’, ‘No alla guerra!’. Uno slogan che spopola sulle reti sociali turche.

Secondo Zaman, Damasco per evitare nuovi incidenti con Ankara avrebbe ordinato ai suoi aerei di non avvicinarsi a meno di 10 km dal confine, e all’esercito di impedire la caduta di proiettili in territorio turco. Un conflitto fra i due paesi vicini non sarebbe a vantaggio di nessuno, a parte dei ribelli sunniti. Una scintilla e altre vittime per un proiettile venuto dal territorio siriano rischierebbero di fare precipitare le cose.