Venezuela. Il cancro rende Hugo Chavez un presidente virtuale

Pubblicato il 20 Aprile 2012 1:31 | Ultimo aggiornamento: 20 Aprile 2012 1:50

CARACAS – Dopo tredici anni di continue apparizioni mediatiche, il cancro e le costanti cure alle quali deve sottoporsi hanno trasformato il presidente venezuelano Hugo Chavez in un presidente virtuale, con contatti sempre piu' rari con il Paese. Ma questo non gli impedisce in questi giorni di rafforzare l'offensiva propagandistica per le elezioni del 7 ottobre e di varare un piano anti-golpe nell'ipotesi di un peggioramento della sua salute.

Dopo aver accumulato nei tredici anni al potere oltre 1.500 ore di discorsi-fiume in televisione e alla radio, adesso Chavez deve limitarsi a brevi messaggi su Twitter o rare interviste telefoniche rilanciate dai media locali.

Negli ultimi dodici mesi, il presidente bolivariano ha passato oltre 200 giorni in ospedale, quasi sempre fuori dal Venezuela, ospite a Cuba del regime castrista, ed e' stato operato tre volte, l'ultima in marzo per estirpare un nuovo tumore. Chavez non ha mai voluto rivelare dettagli sul male che lo ha colpito, ma circolano voci sempre piu' insistenti su un tipo di tumore molto aggressivo, che potrebbe non lasciargli piu' di un anno di vita.

La propaganda governativa si fa in quattro per sdrammatizzare e trasmettere un'immagine del presidente perfettamente in grado di tenere la situazione sotto controllo, anche quando si trova all'estero e mentre si sottopone alle sessioni di radioterapia. In alcuni casi, sono state inserite immagini di repertorio di Chavez in riprese di eventi in cui palesemente non poteva essere presente.

Il presidente bolivariano in questi giorni e' di nuovo a Cuba per una nuova sessione del trattamento, ma quanto piu' la situazione si fa difficile, tanto piu' aumentano gli sforzi suoi e dei suoi collaboratori per esortare il popolo venezuelano a votarlo in massa, nonostante la malattia, alle elezioni presidenziali in cui affrontera' nell'autunno prossimo il candidato unico delle opposizioni, Henrique Capriles. La parola d'ordine adesso e' ''Tutti uniti per la missione dei dieci milioni (di voti per Chavez (ndr)''.

Intanto il vicepresidente, Elias Jaua, ha annunciato che il governo ha pronto un piano anti-golpe per ''neutralizzare le trame destabilizzanti dell'opposizione e dell'impero nordamericano per creare disordini e violenze prima della votazione''.