La guerra tra Imperi nell’età moderna e l’Europa delle Regole (foto Ansa)
Il pescatore Tlingit si metteva un berretto somigliante alla testa di una foca o di un leone marino e ne imitava il verso. Gli animali si avvicinavano ed egli li trafiggeva con la tranquilla coscienza dell’uomo primitivo. Tra l’antico pescatore e quelli moderni esiste una differenza: il primo cacciava per la sua stessa sopravvivenza, i secondi estinguono ogni specie in natura per sfamare gruppi umani sempre più numerosi: dalle Città Stato agli Imperi.
Gli Stati sono il risultato di conquiste militari che si perdono nel buio della Storia. I Francesi che si ribellarono nel 1789, difficilmente riconobbero, sino a quando Camille Desmoulins non lo ricordò loro, che l’aristocrazia che li aveva governati per mille anni, era venuta dalla Germania soggiogandoli con la forza. Dopo una breve esperienza di democrazia guidata dai “cittadini”, Napoleone diede vita ad un nuovo Impero e ristabilì i titoli nobiliari.
La prima guerra mondiale è dovuta alla spartizione di Imperi in sfacelo come quello austriaco, prussiano e ottomano. La Seconda guerra segna la sconfitta del nazifascismo contro le democrazie, alleate al comunismo.
Il nazismo cercava una soluzione militare “lampo”, tuttavia fallita. In una guerra lunga, la vittoria finale è stata determinata dalla maggior potenza del sistema produttivo americano, inglese e sovietico.
La rapida ripresa economica del dopoguerra dei tedeschi e il miracolo economico italiano si devono in gran parte alle industrie ereditate dal nazismo e dal fascismo. E’ questa una realtà storica che non ci deve fare arrossire e che non bisogna nascondere.
L’attuale crisi dell’Impero americano deriva dal trasferimento della potenza produttiva Usa verso l’estremo oriente, deciso dalla Grande Finanza che cercava maggiori guadagni per il capitale.
L’Impero cinese deriva dalle scelte del capitalismo americano e dal fatto che la Cina, povera di acqua e petrolio, deve espandersi nel resto del mondo a macchia di leopardo. Si tratta di un’emigrazione economica incontrollata, perché nessuno osa ammettere l’esistenza di persecuzioni politiche o umane in questo immenso paese.
Putin ha intrapreso una guerra “lampo” di matrice nazista per conquistare territori ucraini ma è rimasto impantanato sul terreno a seguito della resistenza di un popolo, fiero della propria autonomia. La Russia attuale non è più un Impero perché cerca spazi basandosi sulla forza delle armi e della tecnologia civile che ne deriva, ma non possiede i valori ideologici del comunismo che ha rinnegato.
È stata la Rivoluzione industriale, che noi esaltiamo come portatrice delle moderne democrazie, a meccanizzare, estendere e a spersonalizzare enormemente la capacità umana di distruggere e uccidere. Nell’epoca del consumismo, non si combatte per procurarsi il cibo quotidiano, ma per acquistare il frigorifero, la televisione, l’automobile, i telefoni cellulari, le pillole dimagranti, il cui consumo è diventato indispensabile grazie alla manipolazione mediatica degli individui. L’alienazione ha raggiunto il massimo grado a Crans-Montana, dove la terribile tragedia non ha ridotto il numero di sciatori sulle piste.
Il benessere occidentale si deve all’ideologia economica “democratica”, basata sul principio che i lavoratori possono consumare gli stessi beni che essi producono. Questo sistema si basa sull’idea che il fabbisogno materiale del mondo non sia soddisfatto dal volume annuo dell’attuale produzione, né possa esserlo in futuro. Non è stato mai preso in considerazione il fatto che anche gli altri paesi avrebbero potuto adottare lo stesso modello di sviluppo e che la competizione globale che ne sarebbe derivata avrebbe potuto ridimensionare il livello di distribuzione della ricchezza.
Il benessere attuale non è più una rendita di posizione dell’Impero dominante, come quello dell’Inghilterra verso l’India dell’Ottocento o verso l’America dei coloni, ma deriva dall’efficienza, cioè dalla capacità di fare meglio degli altri: un concetto che noi applichiamo come toccasana delle azioni umane ma di cui non valutiamo bene gli effetti.
In un mattatoio, per efficienza si intende l’uso di strumenti meccanici che consentono di uccidere animali in un solo secondo. Gli allevamenti intensivi sono quelli che sfruttano al meglio ogni centimetro quadrato del territorio, fino ad esaurirlo o distruggerlo.
Un esercito efficiente è quello che possiede le armi più letali. Se gli Ucraini rinunceranno alle loro terre per evitare i bombardamenti millimetrici sulle popolazioni civili, avrà vinto la forza sul diritto.
Un’impresa inefficiente viene espulsa dal mercato e genera disoccupazione. Secondo le nostre regole, per restare efficiente l’azienda deve impiegare meno uomini e più macchine grazie al principio che ad ogni “chiusura” corrisponde una nuova “apertura”. L’esperienza ci dice il contrario, perché le nuove tecniche produttive discriminano la mano d’opera meno specializzata, destinata a mansioni subalterne o al pensionamento precoce.
La libertà economica dovrebbe comprendere anche quella dei lavoratori di decidere come, in quale ramo di attività e dove lavorare. Tale libertà è un ideale verso il quale si deve tendere più che una possibilità effettiva, peraltro garantita dalle “Leggi Costituzionali” lontane dal mondo reale.
Il lavoro è diventato la ripetizione impersonale e monotona di un processo, il cui prodotto finito non esprime più la capacità creativa di chi l’ha elaborato. Il lavoratore diventa un salariato al servizio della produzione di massa. La difficoltà di trovare un’occupazione adeguata alle proprie aspirazioni e al proprio titolo di studio, spiega in parte la disaffezione al lavoro delle nuove generazioni.
Mentre i nostri nonni si facevano la barba in un bicchiere d’acqua tiepida, oggi ti insegnano l’uso sfrenato delle risorse naturali. L’individuo “utile” al sistema è quello che si indebita per acquistare beni e servizi.
Per questa stessa ragione, l’imprenditore dovrebbe sempre investire, acquistare il più recente macchinario che gli consente di produrre a prezzi competitivi. Il sistema economico si basa sulla distruzione creativa ossia su quel processo che permette di creare nuove iniziative chiudendone altre.
La distruzione creativa avrebbe dovuto sostituire l’acciaio con l’energia green, ma nella corsa all’innovazione ha vinto la Cina: l’Europa ha distrutto il vecchio prima di creare il nuovo.
L’imprenditore è spesso considerato un egoista insensibile ai valori sociali. In realtà l’imprenditore è colui che, facendo il proprio interesse, fa anche quello degli altri. In questo senso, i nostri partiti a cultura catto comunista devono subire un profondo rinnovamento per consentire al Paese di competere.
L’invecchiamento delle popolazioni, che proseguirà per il resto di questo secolo, riduce la possibilità di mantenere la politica previdenziale e assistenziale.
Ho riassunto in poche righe le Regole economiche e sociali che condizionano i comportamenti dell’uomo qualunque, per capire se le classi guida del nostro e degli altri paesi europei le rispettino a loro volta o siano invece condizionate da fardelli ideologici devianti.
Anzitutto, i nostri decisori pubblici devono avere l’obbiettivo di scegliere necessariamente un Impero a cui appartenere, oppure possono restare indifferenti alle politiche dei grandi blocchi mondiali?
Quando Trump rinuncia al proprio ruolo di guida militare dell’Occidente, svende l’Ucraina ai Russi in cambio della Cisgiordania agli Israeliani, ci chiede di armarci e di respingere gli immigrati di fede mussulmana, ci inonda di dazi protettivi per fare cassa, dobbiamo prenderlo sul serio o dobbiamo pensare ad una fase temporanea che finirà con le prossime “elezioni di mezzo” americane?
Un problema di questa dimensione non lo puoi affrontare sulla base di logiche elettorali, non puoi pensare ad una scelta di campo in funzione dei voti che pensi di ricavarne o dell’esito di qualche sondaggio d’opinione.
Se decidi che l’Europa è l’ultimo caposaldo del sistema di diritto universale, che l’invasione dei militari russi è un evento “incomprensibile e ripugnante” secondo il messaggio di Mattarella, non puoi pensare a mantenere il livello di benessere degli Europei come finalità primaria e irrinunciabile.
Ciò perché dovrai pagare l’energia molto di più dei tuoi competitori economici mondiali. Se dovrai mantenere la politica green che comporta la chiusura dei settori inquinanti come la siderurgia, dovrai importare a costi elevati l’acciaio e l’Europa non potrà più essere il centro di produzione dell’auto, dovrai pagare le pentole e tutti i derivati casalinghi a prezzi doppi.
Non potrai meravigliarti se la Stellantis si trasferisce negli Usa nonostante i contributi pubblici che riceve in Italia, anzi, dovrai rinunciare alla politica degli aiuti statali alle imprese di ogni comparto per ammortizzare il gap esteso a tutti i settori produttivi.
Se ti batti per il salario minimo, devi conoscere i rialzi dei prezzi dei pomodori e dei prodotti agricoli che ne deriveranno ed essere pronto a trasferire gli stabilimenti produttivi in Africa.
Insomma, devi capire che, nel mondo degli Imperi, la democrazia ha un costo che le imprese europee devono affrontare a testa alta, che porta necessariamente ad un contenimento del livello generale di benessere, ad una riduzione dei redditi di alcune categorie sociali, all’ulteriore sviluppo del lavoro nero.
Quando un esponente del campo largo attacca il governo Meloni che decide di investire in armi, a scapito del settore sanitario e del welfare, capisco che la nostra classe politica vive su Marte. Ancor più mi stupisco quando il governo promette di investire nel rafforzamento della difesa senza intaccare il nostro benessere.
Nel primo caso penso ad un gruppo politico alla ricerca di qualche punto alle elezioni, nel secondo ad un governo che dice bugie.
Il deputato di sinistra che, per dimostrare la povertà degli italiani, porta l’esempio di tanti lavoratori che hanno dovuto rinunciare alle vacanze, è la rappresentazione fisica dell’inetto che dimentica la fame nel mondo e quale sia il livello della Sanità americana.
Dimentica che gli Imperi hanno ripristinato la Rivoluzione industriale delle origini, con gli stessi limiti etici e sociali.
Dimentica che In Europa, ai Valori si sono sostituite le Regole, cioè norme di comportamento sempre più particolareggiate, destinate al computer piuttosto che all’individuo e che queste Regole bloccano l’iniziativa d’impresa che costituisce il più importante fattore dello sviluppo economico e sociale di una Nazione.
