Nicolás Maduro (Foto Ansa)
Nicolás Maduro ha lasciato il Metropolitan Detention Center di Brooklyn per essere trasferito in tribunale, dove è comparso per la prima volta davanti a un giudice della corte federale di Manhattan. L’ex leader venezuelano è uscito dal carcere ammanettato, indossando la tipica tuta carceraria color cachi e gli occhiali arancioni, scortato dagli agenti della Drug Enforcement Administration. In un primo momento è stato trasferito a bordo di un elicottero, atterrato in un eliporto nei pressi del tribunale di New York; da lì il tragitto è proseguito su un furgone blindato fino al palazzo di giustizia.
Ad aprire l’udienza è stato il giudice Alvin Hellerstein, 92 anni, nominato da Bill Clinton, che ha chiarito: “Il mio lavoro è assicurare un processo giusto”. Hellerstein ha quindi illustrato una versione sintetica dei capi di accusa. Maduro si è identificato in spagnolo, confermando di essere il presidente del Venezuela, quindi ha dichiarato di trovarsi in aula “rapito. Sono stato catturato nella mia casa a Caracas”. “Sono innocente, non sono colpevole”, ha aggiunto.
In aula ha anche detto: “Sono una persona perbene”. E ancora: “Sono il presidente del Venezuela, sono stato catturato nella mia casa a Caracas”, spiegando di non aver visto l’incriminazione prima dell’udienza: “Ce l’ho in mano ora per la prima volta”. Alla domanda del giudice se volesse una lettura formale, ha risposto tramite l’interprete: “Preferisco leggerla da solo”.
Maduro è rappresentato da Barry Pollack, il legale di Julian Assange, mentre la moglie Cilia Flores è assistita da Mark Donnelly. Pollack ha dichiarato che al momento non chiederà la libertà su cauzione, pur riservandosi di farlo in futuro, e ha riferito che Maduro ha “problemi di salute”, aggiungendo che anche la moglie avrebbe problemi medici. La prossima udienza è fissata per il 17 marzo. Al termine, Maduro ha lasciato l’aula ed è stato ricondotto in custodia.
