Blocco stipendi, sciopero dei sindacati di Polizia: “Siamo allo stremo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2014 11:00 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2014 11:00
Blocco stipendi, sciopero dei sindacati di Polizia: "Siamo allo stremo"

Blocco stipendi, sciopero dei sindacati di Polizia (foto Ansa)

ROMA – Esplode la rabbia degli agenti. Tre ore di sciopero in tutta Italia. Ieri, 23 settembre, l’iniziativa contro il blocco degli stipendi lanciata da Sap, Sappe, Safap e Conapo. Migliaia le adesioni con una partecipazione del 60%.

Scrive Paola Fucilieri su Il Giornale:

Per il Sap sono finiti i tempi delle pacche sulle spalle dei questori. Che in quel modo promettevano senza impegnarsi e si “liberavano”, almeno per po’, dei sindacalisti. Rimandando problemi non posticipabili, ma impotenti pure loro dinnanzi all’elefantiaco Dipartimento di pubblica sicurezza del ministero, “l’Amministrazione”, costantemente privo di mezzi e risorse.

Il Sap, sindacato autonomo di polizia (secondo in Italia dopo il Siulp, con oltre 21mila iscritti) ha capito che l’unione fa la forza, soprattutto in un momento storico così ostico, recettivo forse come non mai di malumori trasformatisi in sdegno e desiderio di rivolta. Quando, con i salari fermi dal 2009, un ispettore può perdere anche 400 euro in busta paga. E il continuo arrivo massiccio e giornaliero d’immigrati da gestire e piazzare, mette a repentaglio la salute e la vita di molti operatori di polizia, dotati di ridicole mascherine che proteggono a malapena dai granelli di sabbia. Mettendo a nudo le enormi carenze di mezzi, gli organici datati e insufficienti, le situazioni al limite del ridicolo, l’ignoranza dei funzionari sui dispositivi di protezione individuale.

Così, unitisi nella Consulta sicurezza con Sappe (il sindacato dei lavoratori della polizia penitenziaria), il Sapaf (Sindacato autonomo polizia ambientale e forestale) con i quali superano 45mila iscritti in tutto il paese, per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, ieri si sono astenuti dal lavoro dalle 11 alle 14, coinvolgendo tutti i reparti e i commissariati, compresa il Reparto mobile, Polfer e Polstrada e raccogliendo solo a Milano oltre 600 partecipanti tra tutta la categoria cosiddetta «contrattualizzata», dagli agenti ai vice questori aggiunti, assicurando però i servizi principali.

In contemporanea in tutte le questure e le caserme d’Italia accadeva lo stesso, con circa 700 assemblee sindacali, migliaia e migliaia di poliziotti, penitenziari, forestali e vigili del fuoco che si sono astenuti dal lavoro per 3 ore (2 nelle questure più piccole). Un dato medio di adesione pari al 60 per cento del personale disponibile con punte del 90 per cento a Imola e dell’80 per cento a Ferrara e a Bologna. Con Firenze e Torino tra il 50 e il 60 per cento, Venezia, Ancona e Messina al 70 per cento, Aosta al 78 per cento. Tre ore di astensione dal lavoro, in alcuni casi, nelle piccole questure. E l’agitazione è proseguita nonostante la sera prima della protesta, lunedì, il premier Matteo Renzi avesse fissato finalmente nel 7 ottobre la data in cui incontrerà i rappresentanti sindacali del comparto sicurezza e difesa. Sul piatto, infatti, ci sono temi forti (…)