Confindustria, Squinzi rinnova la squadra: entrano Carlo Pesenti e Licia Mattioli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Maggio 2014 10:25 | Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2014 10:26
Squinzi rinnova la squadra, entrano Carlo Pesenti e Licia Mattioli

Squinzi (LaPresse)

ROMA – Una squadra più snella, che scende da 21 a 16 componenti (oltre al presidente di Confindustria), disegnata anticipando il progetto organizzativo della riforma Pesenti, come ha spiegato Giorgio Squinzi nel suo discorso di apertura in giunta.

Formazione più agile, quindi, e più spazio alle donne. Con molte conferme, nuovi ingressi ed alcune uscite, che saranno ratificate dall’assemblea privata del 28 maggio e quindi operative subito dopo. Entra Carlo Pesenti, con il ruolo di vice presidente per il Centro studi, per traghettarlo negli obiettivi della riforma, lui che è stato principale artefice del progetto presiedendo la Commissione che se ne è occupata (il nuovo Statuto sarà approvato in un’assemblea straordinaria il 19 giugno).

Scrive Nicoletta Picchio sul Sole 24 ore:

Entra Licia Mattioli, presidente dell’Unione industriali di Torino, che assume la presidenza del Comitato tecnico per l’internazionalizzazione e gli investitori esteri, finora diviso in due strutture e che in questo biennio si accorpa.
Escono dalla squadra (per statuto, dopo il giro di nomine ai vertici delle aziende partecipate dallo Stato) Fulvio Conti, che lascia l’Enel e che finora ha avuto il ruolo di vice presidente per il Centro studi, Giuseppe Recchi, ex presidente Eni (ricopre lo stesso ruolo in Telecom), Massino Sarmi, ex presidente di Poste.

Non ci saranno più Paolo Zegna, finora presidente del Comitato tecnico per l’internazionalizzazione, e Samy Gattegno, numero uno del comitato tecnico per la sicurezza, tema che passa tra le competenze del vice presidente per le relazioni industriali e welfare, Stefano Dolcetta. Ad uscire è anche Aurelio Regina, vice presidente per lo Sviluppo economico e l’energia, deleghe che il presidente Squinzi terrà per sé. La politica industriale sarà infatti centrale tra i temi che Confindustria affronterà nei prossimi mesi, determinante per la crescita del paese. E Squinzi ha deciso di tenere la delega, così come due anni fa, appena nominato, tenne quella sull’Europa, in una fase critica, in cui l’Italia veniva additata come uno degli anelli deboli della Ue.

Anche ieri, nel suo discorso, ha ribadito la centralità dell’industria, rilanciando la necessità delle riforme: ha sottolineato che lo scenario economico resta difficile, ma che ci sono «tantissimi imprenditori che con coraggio hanno resistito e non hanno smesso di credere nella propria impresa, innovando, andando alla ricerca di nuove opportunità e di nuovi mercati. Non bastano però – ha aggiunto – la determinazione e l’impegno individuale, servono riforme incisive e amiche delle imprese». La delega sull’Europa è passata a Lisa Ferrarini, finora presidente del Comitato tecnico per il Made in e lotta alla contraffazione, che ottiene una vice presidenza, allargando la competenza anche alla Ue.

Al giro di boa di metà mandato la giunta di Confindustria ha approvato la squadra e il programma di Squinzi per il prossimo biennio e si è pronunciata sui primi due anni di lavoro: su oltre 130 presenti, di cui 104 aventi diritto al voto, ci sono stati 76 voti favorevoli, 21 schede bianche e 7 contrarie, con una percentuale di consenso al 74 per cento. Ad aprile del 2012, quando presentò la squadra e il programma in vista della nomina a presidente, Squinzi ottenne l’approvazione della giunta con 102 voti a favore, 21 contrari e 22 astenuti, con un consenso del 70 per cento. Tornando alla squadra, il numero dei vice presidenti scende da 11 a 10, i comitati tecnici scendono da 6 a 4, mentre i delegati passano da 3 a 2. Tra le novità, il tema delle politiche regionali passa da Gaetano Maccaferri ad Alessandro Laterza, che le aggiunge al Mezzogiorno. A Maccaferri oltre alla semplificazione va l’ambiente, finora competenza di Edoardo Garrone, che sarà il delegato per l’internazionalizzazione associativa.