Costa Concordia, Codacons denuncia: “Generatore rotto, fu omicidio colposo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Giugno 2014 16:33 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2014 16:33
Costa Concordia, Codacons denuncia: "Generatore rotto, fu omicidio colposo"

Costa Concordia, Codacons denuncia: “Generatore rotto, fu omicidio colposo” (foto LaPresse)

ROMA – E’ stato il generatore. Quel generatore che doveva funzionare proprio nel momento di emergenza e che invece non ha funzionato. Quando la Costa Concordia è affondata almeno 22 persone potevano essere salvate. La pensa così il Codacons che fa sue le tesi, spiega Marco Gasperetti sul Corriere della Sera, contenute

in un libro bianco presentato negli Stati Uniti e tradotto in sette lingue dal coordinamento delle associazioni dei consumatori, ma che adesso diventa una denuncia per omicidio colposo «nei confronti di tutti i soggetti che saranno ritenuti responsabili; verosimilmente riconducibili alla società Costa Crociere, alla società progettista Fincantieri, all’organo di controllo Riina, all’azienda (Valmarine o altri) che ha realizzato il sistema di impiantistica della nave».

I consumatori ne hanno anche per la Procura di Grosseto che sempre secondo la denuncia sarebbe “inidonea” a svolgere il compito della pubblica accusa. Ancora Gasperetti:

Giuliano Leuzzi, uno dei legali del Codacons, ha spiegato che dopo le ultime perizie appena depositate, è ormai palese il nesso tra il destino delle vittime è il mal funzionamento del generatore di emergenza. «Una circostanza decisiva — spiega l’avvocato — perché 500 persone che erano salite su tre scialuppe non ammainate per il guasto, furono costrette a passare da un lato all’altro della nave ormai inclinata e alcuni di loro precipitarono nella tromba della cabina di uno degli ascensori di poppa». Anche la velocità d’inclinazione della nave, invasa dall’acqua, sarebbe stata accentuata anche dalla mancanza di energia elettrica e dall’impossibilità di rallentare o impedire l’allagamento di alcuni locali con l’uso delle pompe. «Purtroppo se n’è discusso solo in un processo a Schettino — continua Leuzzi — e non in un dibattimento che avesse come protagonisti i possibili responsabili di questi malfunzionamenti».
Il Codacons ha presentato denuncia dopo aver letto gli ultimi documenti depositati dal collegio dei periti. Nei quali, sempre secondo il Codacons, si afferma che il generatore di emergenza è stato all’origine di una serie di malfunzionamenti che hanno fortemente condizionato l’operato di buona parte delle apparecchiature. Le conclusioni dei periti «mostrano come la rete di alimentazione d’emergenza collegata al generatore fosse mal dimensionata» e dunque «causa scatenante di una serie di malfunzionamenti» che provocarono «un gran numero di decessi». E proprio queste perizie saranno al centro dell’udienza di lunedì a Grosseto.