“Flavio Tosi evita Matteo Salvini andando al canile”, Pistelli su Italia Oggi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Maggio 2014 10:46 | Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2014 10:46
"Flavio Tosi evita Matteo Salvini andando al canile", Pistelli su Italia Oggi

Flavio Tosi (LaPresse)

VERONA – Al segretario federale leghista, Matteo Salvini, il suo omologo del Carroccio veneto e sindaco di Verona, Flavio Tosi, preferisce il canile municipale.

Il primo arriva in città per la campagna delle europee, l’altro va a fare un sopralluogo per la futura struttura destinata agli animali. Dopo la plastica divisione di Pontida, la settimana scorsa, con Tosi che disertava il tradizionale comizio padano al quale peraltro non lo avrebbe fatto parlare, dopo Pontida, dicevamo, la divisione fra i due è alla luce del sole, come si è visto l’altro ieri a Verona, con l’arrivo dell’eurodeputato milanese in città.

Come ha annotato con cura il Corriere Veneto, il sindaco scaligero è riuscito a non incrociarsi mai col suo segretario federale, manco la città dell’Arena fosse una megalopoli come S.Paolo o Il Cairo. E dire che stanno entrambi nella testa di lista della Lega per il Nord-Est: Salvini in prima posizione, come in tutte le altre circoscrizioni, e Tosi a ruota.

Scrive Goffredo Pistelli su Italia Oggi:

Invece, mentre il successore di Roberto Maroni era in un hotel di Affi (Verona) con il suo delfino veronese, Lorenzo Fontana, il sindaco andava a fare appunto un sopralluogo di cui sopra. Meta linguaggio polemico? No, di certo, impegno in agenda e un sindaco ha così tanto da fare che smontare le scadenze non è affatto agevole.

E così è stato nel prosieguo della giornata: l’uno qui, l’altro là. Certo, Paolo Paternoster, segreterio leghista cittadino ed ultra-tosiano, ha fatto gli onori di casa all’inquilino di Via Bellerio, sede nazionale dei lumbard a Milano, ma Tosi ha continuato a non farsi vedere.

In un altro partito qualsiasi, quando il segreterio nazionale arriva in città, i leader locali, anche di spessore nazionale, fanno da chaperon, da un appuntamento all’altro. Nella Lega no: la piega che Salvini ha imposto al partito, l’antieuropeismo spiccio che proclama, certi echi bossiani che si rintracciano sempre più spesso nelle prese di posizione salviniane, non piacciono affatto a Tosi che non vuole mandare al macero una certa immagine di leader moderato, moderno e fattivo, costruita negli anni e per la quale l’orizzonte è l’Italia.

Ma la divisione fra il due è così plateale che potrebbero esserci forti ripercussioni sul risultato del 25 maggio nel senso che, come osservava il quotidiano veneto, si comincia a dubitare che in tosiani oltre al sindaco possano dare l’altra preferenza al salviniano Fontana, che è invece la linea ufficiale delle Lega a Verona (…)