Gerusalemme, ritrovato il palazzo dove Ponzio Pilato si lavò le mani

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 febbraio 2015 10:12 | Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2015 10:12
La Via Crucis di Gesù

La Via Crucis di Gesù

ROMA – Un edificio vicino all’attuale Museo della Torre di David a Gerusalemme: qui, secondo i ricercatori, Ponzio Pilato si lavò le mani e fu processato e condannato Gesù.

Amit Re’em – racconta Paolo Mastrolilli di Repubblica – archeologo distrettuale della città, aveva cominciato le sue ricerche nella zona dove un tempo sorgeva una prigione usata prima dall’Impero ottomano e poi da quello britannico. Questo edificio si era dimostrato subito di grande interesse, perché conteneva reperti di ogni epoca: dai simboli incisi sui muri dai detenuti della resistenza ebraica, durante la lotta per l’indipendenza dello Stato di Israele, fino ai resti dei bacini usati dai crociati per colorare i loro tessuti. Una specie di «torta», dove ogni strato offriva qualcosa di diverso. Sul fondo c’erano i segni di un sistema fognario, che secondo le stime degli archeologi apparteneva al palazzo costruito da Erode il Grande, il re della Giudea durante la dominazione romana. Questo ha attirato l’attenzione di Re’em, facendo supporre che la scoperta fosse molto importante anche per ricostruire la storia di Cristo.
Per il processo davanti a Ponzio Pilato, Gesù fu portato nel praetorium, ossia la tenda che ospitava il comando romano. Gli studiosi sono abbastanza unanimi nel pensare che questa tenda era ospitata all’interno del palazzo di Erode, e quindi il luogo scoperto dalla squadra di archeologi è diventato presto un candidato naturale al ruolo di teatro del giudizio più famoso della storia. Le ricerche successive di Re’em, e le valutazioni di molti altri colleghi citati dal Post, hanno confermato l’ipotesi. Naturalmente non c’è la certezza assoluta, perché non esiste una targa commemorativa o un segno distintivo particolare, ma pochi ormai dubitano che Ponzio Pilato determinò il destino di Cristo in quel luogo.
La nuova area archeologica ora è stata aperta ai visitatori, che quindi possono vedere con i loro occhi il posto dove sarebbe avvenuto il processo, e il museo si sta attrezzando per ospitare sempre più persone nella ex prigione. La scoperta è importante non solo sul piano archeologico, ma anche su quello religioso, perché potrebbe nuovamente cambiare l’itinerario della Via Dolorosa. Questo percorso, che segue gli ultimi passi di Gesù fino al Golgota, è mutato varie volte in passato, anche in base alle condizioni politiche. Ora però, se verrà confermato che tutto era cominciato in questo edificio col processo, nessun luogo potrà essere più adatto per iniziare il cammino fatale di Cristo.