Grecia. Grexit, Italia e Francia decisive per impedirla

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 luglio 2015 8:41 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2015 8:41
Grecia. Grexit, Italia e Francia decisive per impedirla

Grexit

ROMA – L’Italia, con la Francia, è stata decisiva per impedire che si concretasse la Grexit, l’uscita della Grecia dall’euro e dall’Europa. In linea con i desideri del presidente Usa Barack Obama, il Governo italiano ha svolto la sua parte con discrezione e fermezza, ricorda Fabio Squillante, direttore della agenzia Nova, specialista nelle analisi di politica estera.

Sempre in linea con la strategia americana è stata anche quella del’Italia rispetto alla partita Iran, aggiunge Fabio Squilante. Si tratta di un giudizio che sposta quello prevalentemente sui quotidiani nazionali italiani, i quali,

“anche se con toni tra loro assai diversi, evidenziano la scarsa rilevanza del governo nei negoziati europei sulla crisi greca. Si tratta, in verità, di opinioni ingenerose, perché il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e forse ancor più il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, seguono una linea che alla fine prevale su posizioni più rigide. Il racconto del negoziato vede due soli protagonisti, o al massimo tre: la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, che impone ai greci e agli altri partner europei la volontà di potenza della Germania; il premier greco, Alexis Tsipras, novello Davide che resiste alla forza bruta con intelligenza e dignità; ed il presidente francese, nella veste dell’autorevole mediatore.

La realtà è assai diversa. Contro l’accordo con Atene, come afferma Padoan senza essere smentito, erano i leader di tutti i paesi dell’Eurozona, ad eccezione di Francia, Italia e Cipro (il Sole 24 ore, 14.7.15). La posizione del ministro delle Finanze tedesco, il tenace Wolfgang Schauble, era condivisa non solo da Olanda, Finlandia e baltici, ma anche da paesi come Spagna, Portogallo, Irlanda, Belgio, perfino da Malta.

Sorvolando sul peso che può esercitare Cipro, sono state dunque Francia ed Italia ad evitare l’uscita di Atene dall’Eurozona. Paesi i cui leader, comunque, hanno spiegato ai propri elettori che non è accettabile che la Grecia continui a chieder soldi ai partner europei, mantenendo la possibilità di andare in pensione a poco più di 50 anni, l’Iva al 6,5 per cento in tutte le quasi duemila isole dell’Egeo e gli sgravi fiscali agli armatori.

L’esito del negoziato non è dunque un accordo subito dall’Italia, quanto un compromesso cui il nostro governo ha dato un importante contributo, offrendo una valida sponda a Berlino nel negoziato con Atene, ma battendosi per la permanenza della Grecia nell’Eurozona. Come peraltro chiesto insistentemente dal presidente Usa, Barack Obama.
Vale la pena di sottolineare che nemmeno il ruolo svolto nei negoziati sul nucleare iraniano da Federica Mogherini, l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, è stato così irrilevante come sostenuto dalla gran parte della stampa nazionale.

L’ex ministro degli Esteri italiana ha infatti pazientemente e caparbiamente sostenuto la volontà dell’Amministrazione Usa di arrivare ad un accordo con Teheran, meritandosi il rispetto del ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, e il riconoscimento del presidente Barack Obama, che l’ha chiamata per ringraziarla”.