Il giorno più nero di Luigi Nieri, Fabio Rossi sul Messaggero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 gennaio 2014 10:09 | Ultimo aggiornamento: 9 gennaio 2014 10:10
Luigi Nieri

Luigi Nieri

ROMA – “Il giorno più nero di Nieri” scrive il Messaggero. Luigi Nieri – diventato vice sindaco della Capitale dopo una lunga carriera amministrativa tra Comune e Regione e uomo ombra di Ignazio Marino – è stato “commissariato dallo stesso sindaco, che ha affidato il coordinamento della giunta all’assessore alla Scuola, a Alessandra Cattoi, sua fedelissima. E scaricato da Sel, o quantomeno dal gruppo consiliare, che in una nota diffusa ieri chiede a Ignazio Marino di «rilanciare l’azione del Campidoglio”.

L’articolo di Fabio Rossi:

Il tandem tra Marino e Nieri nasce durante la campagna per le primarie. Quando l’ex assessore regionale al bilancio, dopo aver annunciato la propria candidatura e aver aperto anche il relativo comitato elettorale, decide di ritirarsi proprio per appoggiare il futuro primo cittadino. La scelta aveva ricevuto anche la benedizione del partito nazionale, con Nichi Vendola in testa, che aveva formalizzato il sostegno a Marino, sconfessando la decisione di Gemma Azuni di continuare la sua corsa. Dopo il successo alle elezioni, Nieri era stato ricompensato proprio con la poltrona di vice sindaco, che il nuovo inquilino del Campidoglio gli ha assegnato nonostante l’impegno, preso in campagna elettorale, di designare una donna per quel ruolo chiave.

Nei primi mesi Nieri è l’esponente della giunta più ascoltato dal sindaco, almeno tra quelli che non fanno parte del suo cerchio magico. Ma contro di lui partono i primi mugugni da parte della maggioranza: il Pd lo accusa di essere il deus ex machina dello spostamento a sinistra del baricentro politico dell’amministrazione nei suoi primi mesi di lavoro. Ma anche la stessa Sel comincia a prendere le distanze. Soprattutto quando il vice sindaco incappa in qualche infortunio. A partire dal contratto da dirigente al suo capo staff che, come però si scopre in un secondo momento, è privo della necessaria laurea. Nieri ammette l’errore in una conferenza stampa, ma la vicenda lo sottopone a una serie di attacchi incrociati. Il vice sindaco, in qualità di assessore al personale, ci mette la faccia in un altro momento di grande difficoltà per l’amministrazione capitolina, come la querelle sul maxi concorso, di cui per tre giorni si paventa addirittura l’annullamento.
Il suo nome, a questo punto, inizia a entrare nelle ipotesi di rimpasto, richiesto a gran voce dal Pd. E la scelta della Cattoi sa tanto di declassamento, tanto che qualcuno già avanza l’ipotesi di possibili dimissioni di Nieri, qualora il suo ruolo venisse ulteriormente messo in discussione nel centrosinistra romano. Con Sel che, a quanto malignano nei corridoi di Palazzo Senatorio, non si straccerebbe le vesti. «Condizione per il rilancio dell’azione dell’amministrazione è un rafforzamento della coalizione», si legge nel comunicato del capogruppo Gianluca Peciola. Ma di interventi pro Nieri, formali o meno, al momento non c’è traccia.