“La mafia tedesca dei materassi”, Roberto Giardina su Italia Oggi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Agosto 2014 8:59 | Ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2014 9:00
La mafia tedesca dei materassi

Un negozio di materassi

ROMA – Perché i negozi di materassi in Germania sono sempre sistemati su un angolo, con le vetrine su due vie? E’ la domanda che si pone Roberto Giardina su Italia Oggi.

Perché lo stesso non vale per chi vende cucine o salotti, o qualunque altra cosa? Continua Giardina.

Come i venditori di tappeti persiani, i materassai offrono da qui all’eternità speciali occasioni, saldi, svendite, mai una vendita al prezzo normale. Comprare un materasso si può all’istante; più difficile, a volte impossibile comprare un letto. Quando mi trasferii, in anticipo sul governo, da Bonn a Berlino, ebbi la cattiva idea di spedire il mio letto a Roma. Ce ne compriamo un altro nella ritrovata capitale, ci dicemmo mia moglie e io. Girammo invano tutti i negozi di letti e materassi: potevamo solo ordinarlo, e attendere un paio di mesi. Solo i turchi ci offrivano una pronta consegna: mi sono simpatici, ma i loro letti sono piuttosto, diciamo, barocchi.

Ora si viene a sapere che, dopo aver svelato la mafia dei fabbricanti di birra e quella dei fabbricanti di würstel, il Bundeskartellamt, l’ente federale per il controllo dei monopoli, pretende di aver scoperto l’accordo segreto dei materassai per stabilire il prezzo dei loro prodotti. A danno dei clienti, ovviamente. I rivenditori che non si attengono all’accordo, rischiano di non ricevere più materassi dalle fabbriche. In altre parole, sono vietati sconti oltre ai perenni apparenti sconti proclamati di comune accordo.

Ai fabbricanti di würstel è stata inflitta una supermulta di 338 milioni di euro. Che pena attende la mafia dei materassai? I presunti colpevoli, come quelli delle salsicce, negano ogni colpa, sostengono che un accordo è impossibile. Staremo a vedere. Die Bettenschlacht, la battaglia dei letti, come la definisce Der Spiegel, è in corso da tempo. Le prime indagini del Kartellamt sono cominciate già un paio d’anni fa: il margine di guadagno è immenso, scrive il settimanale di Amburgo, perché i produttori hanno rinunciato a farsi concorrenza, accordandosi su un prezzo spropositato rispetto ai costi di produzione.

La bestia nera della presunta mafia è Adam Szpytm, 43 anni, fondatore di Bett1.de, portale per la vendita di materassi online: «La Germania», denuncia, «grande nazione industriale, dorme sul ciarpame». I materassi sono cari, e in genere di qualità scadente. Ogni anno il fatturato del settore si aggira sugli 800 milioni di euro, spartito tra una quarantina di fabbricanti, cioè ogni tedesco investe 10 euro a testa sui suoi sonni. Ogni anno si vendono 8 milioni di materassi, e secondo i sondaggi i tedeschi ne comprano uno nuovo in media ogni dodici anni.

I venditori, rivela Der Spiegel, preferiscono vendere due materassi che una camera da letto al completo: se un materasso viene fornito dal produttore per 100 euro, di norma viene rivenduto al cliente per 300. E il genere, ovviamente, non deperisce, né è influenzato dalla moda. È una legge non scritta osservata da tutti, rivela un venditore che preferisce restare anonimo. Ne sono esclusi i discount, che però non offrono materassi di qualità superiore. I produttori incrementano gli affari con buoni premio, sul 3 o 4 per cento del venduto, che vengono spediti non al negozio ma all’indirizzo privato del titolare (…)