“Mario Draghi, l’ultimo politico rimasto in Europa”, Stefano Feltri sul Fatto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2015 14:41 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2015 14:41
"Mario Draghi, l'ultimo politico rimasto in Europa", Stefano Feltri sul Fatto

“Mario Draghi, l’ultimo politico rimasto in Europa”, Stefano Feltri sul Fatto

ROMA – Il balletto sul’orlo del burrone greco tra creditori e istituzioni internazionali da una parte e il governo greco dall’altra, è rivelatore di un deficit, verrebbe da dire cognitivo più che finanziario, dove a brillare per assenza è la politica. Quella se possibile con la P maiuscola. Unica risorsa, sola presenza autorevole e a questo punto irrinunciabile, il governatore della Bce Mario Draghi.  Il problema della Grecia, e dell’Europa, non è la finanza, ma la politica.

Da una parte non si rispettano gli impegni finanziari e si flirta pericolosamente con il default, dall’altra si ripropongono tali e quali le condizioni che non permettono alla Grecia di risollevarsi con le sue gambe. L’analisi di Stefano Feltri su Il Fatto Quotidiano verifica l’importanza di ruolo e figura di Mario Draghi “Ultimo politico rimasto in Europa).

[…] Con un sistema finanziario al collasso, Atene potrebbe trovarsi costretta a uscire dall’euro. Se il governo di Alexis Tsipras si piega, probabilmente la sua maggioranza in Parlamento esploderà, ma la Grecia potrebbe provare a negoziare in tempi rapidi un altro pacchetto di aiuti da 30-50 miliardi. E così il balletto “aiuti in cambio di riforme” potrà ricominciare. È ovvio quanto tutto questo sia assurdo. L’unica persona di buon senso rimasta sembra essere Mario Draghi, il presidente della Bce.

I suoi richiami sono così espliciti che ormai mancano soltanto le slide. Sulla Grecia ha usato la linea dura con Atene e con il vanitoso ministro Yanis Varoufakis, minacciando di chiudere i finanziamenti alle banche se la Grecia rompe le trattative. Ma dal primo incontro, a febbraio, ha continuato a sostenere il sistema finanziario greco con oltre 80 miliardi. Poi ha ricordato agli euroburocrati che se la Bce ha interpretato in modo elastico e creativo il proprio statuto, salvando l’euro e l’Europa, anche la Commissione potrebbe fare lo stesso con i vincoli di bilancio.

Lo scopo non è un rispetto ragionieristico, ma ottenere politiche economiche coordinate che sono impossibili se un Paese collassa. Infine ha mandato ripetuti segnali alla politica e al pubblico tedesco, aiutando Angela Merkel a scegliere sempre il pragmatismo contro l’ideologia della sua Banca centrale, la Bundesbank. Draghi pare l’unico leader in Europa con una visione e all’altezza della situazione. Per tre anni ci siamo illusi che fosse sufficiente a proteggere l’Europa da se stessa. Ora stiamo scoprendo che invece, purtroppo, non è così. (Stefano Feltri, Il Fatto Quotidiano).